«L’area inquinata diventerà pubblica»

19 Maggio 2016

Esposto del Forum dell’Acqua contro il passaggio dai privati al Comune del sito industriale di Bussi Officine

BUSSI SUL TIRINO. Che le associazioni ambientaliste fossero contrarie alla firma dell'accordo di programma con Ministero dell'Ambiente, Regione e Comune finalizzato ad avviare la reindustrializzazione del sito sede degli impianti industriale di Bussi Officine è noto da tempo. Meno note sono le motivazioni della contrarietà nonostante che siano state evidenziate in varie occasioni. Per farle ulteriormente conoscere e sensibilizzare non solo i cittadini ma anche le autorità, il Forum italiano dei movimenti dell'Acqua per oggi alle 11 ha indetto una conferenza stampa aperta, alla libreria Primo Moroni a Pescara in via dei Mille 29, durante la quale presenterà una documentata lettera-esposto sull'ipotesi di accordo per il sito inquinato di Bussi. La nota è stata già inviata nei giorni scorsi anche a due procure della Repubblica, Corte dei conti e all'Autorità nazionale anticorruzione Anac. L'esposto si articola su due punti basilari attinenti a «pesantissime criticità per quanto riguarda trasparenza e regolarità dell'iter procedurale seguito», si legge in una nota del Forum dell'Acqua, «e del potenziale conflitto di interesse del direttore generale del ministero dell'Ambiente Gaia Checcucci, uno dei protagonisti del percorso amministrativo che dovrebbe portare il 23 maggio alla stipula dell'accordo di programma».

Le criticità richiamate riguardano sostanzialmente il passaggio di proprietà del sito industriale dalla azienda privata al comune al quale rimarrebbero in carico aree non bonificate che in futuro richiederebbero onerosi interventi. «Una situazione tragicomica per tutta la Val Pescara», la definisce il Forum dell'Acqua. «Il sito industriale, uno dei luoghi più inquinati del pianeta, la cui bonifica richiederebbe centinaia di milioni di euro, esteso oltre 25 ettari (contro i 4 della discarica Tremonti) da cui ancora oggi fuoriescono inquinanti cancerogeni verso valle, verrebbe nazionalizzato con il passaggio della proprietà da una multinazionale a un comune di 2500 abitanti, mentre una parte consistente dei veleni sarebbe semplicemente tombata per decenni sotto una soletta di cemento che costringerebbe ad agire a valle, curando i sintomi e non la causa». Altro vulnus per l'accordo fatto emergere dal Forum dell’acqua, la presunta incompatibilità del direttore generale del ministero dell'Ambiente nominata dal ministro Galletti, Gaia Checcucci, per la sua partecipazione ai cda di alcune aziende di gestione dell'acqua in Toscana mentre stando a un decreto legislativo di aprile 2013, «non si può incaricare a una poltrona dirigenziale persone che nei due anni precedenti abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche di enti di diritto privato o finanziati dall'amministrazione o dall'ente pubblico che conferisce l'incarico».

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