L’arrestato al giudice: «È mia solo la cocaina, il resto non so»

MONTESILVANO. «La cocaina che mi è stata trovata addosso e quella nella Smart erano mie. Me l’ero procurata tempo fa per fare una serata. Del resto io non so nulla. La droga e la pistola sequestrate...
MONTESILVANO. «La cocaina che mi è stata trovata addosso e quella nella Smart erano mie. Me l’ero procurata tempo fa per fare una serata. Del resto io non so nulla. La droga e la pistola sequestrate a casa non sono roba mia. Io non vivo più lì da un anno». Così, ieri mattina, davanti al gip Fabrizio Cingolani, il 47enne di Montesilvano, M.M., a cui la squadra mobile ha sequestrato quasi 3 chili e mezzo fra cocaina, hashish e marijuana, che una volta sul mercato avrebbero fruttato 45mila euro. Una piccola parte dello stupefacente l’aveva con sé insieme a 900 euro in contanti, il resto in un garage e in un’abitazione di via Cavallotti, dove, dentro un comodino, è stata trovata anche una pistola calibro 6 a 4 canne con relative cartucce, risultata rubata due anni fa a Spoltore. Al termine dell’udienza, l’arresto è stato convalidato e il giudice ha disposto i domiciliari a casa della sorella così come richiesto dal suo avvocato Paolo Zaccardi. E questo per le sue condizioni di salute: un mese fa ha subito un intervento al cuore dopo un incidente stradale. Inoltre, il 47enne risulta incensurato, risalendo due condanne non specifiche avute a oltre 20 anni fa. «Per il mio stato di salute», ha detto il 47enne al giudice, «io abito ormai con mia sorella. Da tempo non vado più nella casa di via Cavallotti che è di proprietà del Comune», spiegando a tal proposito che l’abitazione è in una situazione di abbandono, dove quindi chiunque, a suo dire, può entrare. Nel corso dell’udienza, non si sarebbe invece parlato del garage, che si trova nelle vicinanze dell’appartamento, all’interno del quale gli agenti della sezione antidroga hanno trovato 150 grammi di cocaina, un bilancino elettronico e materiale per il confezionamento. Tutto stupefacente questo, insieme ai 2 chili e mezzo di hashish e ai 580 grammi di marijuana sequestrati nella casa, che, secondo l’accusa, lui vendeva tra Montesilvano e Pescara, muovendosi a bordo della Smart. Quando i poliziotti l’hanno fermato, aveva con sé due mazzette di banconote per un totale di 900 euro. In una c’erano 400 euro e nell’altra 500. In mezzo alla prima, quella di 400 euro, c’era un involucro con 1,3 grammi di cocaina. Ora le indagini vanno avanti per cercare di capire la provenienza della droga, i rifornitori, con ogni probabilità diversi. Per questo si stanno ricostruendo giri e contatti.

