L’artista: si può parlare molto di più, anche di noi stessi

PESCARA. «Il fatto di non essere distratti da impegni futili che in tempi normali ci porterebbero in un centro commerciale a 20 chilometri di distanza, per l'acquisto di una semplice batteria, ci...
PESCARA. «Il fatto di non essere distratti da impegni futili che in tempi normali ci porterebbero in un centro commerciale a 20 chilometri di distanza, per l'acquisto di una semplice batteria, ci permette di parlare molto di più, della quotidianità, ma anche di noi stessi». È un tempo di qualità quello che si è venuto a creare nell'emergenza coronavirus secondo Pep Marchegiani. L'artista montesilvanese, autore di numerose installazioni, l’ultima delle quali, “Callalily”, su uno dei piloni dell'asse attrezzato a Pescara, non ha dubbi e vede nella reclusione forzata una vera opportunità. «Insieme alle mie figlie Gaia, di 16 anni e Dalila di 14, stiamo parlando tanto, di quello che sta succedendo e di noi, e sono davvero giornate molto piacevoli. Il fatto di avere del tempo a disposizione ci permette di non fare programmi e vivere alla giornata. Siamo in qualche modo tornati padroni del nostro tempo».
Un vero potere secondo Marchegiani che va sfruttato «per riscoprirsi, ma anche per usare quella parte del cervello creativa che molto spesso dimentichiamo». La condizione dell’isolamento da un punto di vista artistico, invece, non è diversa dalla normalità per Pep Marchegiani. «Quello da artista», specifica «è un lavoro che vivi in maniera isolata. La condizione di questi giorni va maturata, somatizzata e studiata». Eppure la riflessione su questo momento in realtà fa già capolino nell’arte di Marchegiani che proprio nei giorni scorsi ha pubblicato sui suoi profili social l'immagine di un banco e una sedia con uno zainetto appeso, al centro di una stanza vuota, a raccontare «l’isolamento, ma anche il mega io che è la vera malattia di tutti», conclude augurando a tutti «buon tempo». (m.pa.)
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