L’Asl: troveremo una nuova sede per l’Aido

28 Settembre 2016

«L'Aido era informata da tempo dell'avvio dei lavori del nuovo pronto soccorso e della necessità di trasferire i locali in uso all'associazione, con la quale ci impegnamo a individuare soluzioni...

«L'Aido era informata da tempo dell'avvio dei lavori del nuovo pronto soccorso e della necessità di trasferire i locali in uso all'associazione, con la quale ci impegnamo a individuare soluzioni idonee per consentire il prosieguo dell'attività». E' la risposta del direttore sanitario Valterio Fortunato (nella foto) ai vertici dell'associazione per la donazione di organi, tessuti e cellule, Stefano Gualtieri e Tullio Cocciante, che nei giorni scorsi hanno lamentato lo sgombero, a loro dire «senza preavviso», della sede ubicata al pianterreno dell'ospedale, nelle vicinanze dell'archivio- sportello per il ritiro delle cartelle cliniche. La suddetta area rientra nel perimetro interessato ai lavori di intervento, che partiranno nei prossimi giorni e il cui cantiere è stato già allestito all'esterno, per la realizzazione del nuovo pronto soccorso. Per questa ragione, la Asl sostiene di aver «comunicato all'Aido già dal maggio scorso» la richiesta di evacuazione dei locali, ma «con una nota inviata l'11 settembre scorso al direttore medico di presidio, l'Aido chiedeva ulteriore tempo per provvedere a liberare gli spazi assegnati» in aggiunta alla richiesta «di una nuova sede». L'Aido lamenta che «la Asl di Pescara, togliendoci la sede e impedendoci di fatto di attingere a tutto il nostro materiale, ivi compresi oltre 4700 atti olografi dei donatori locali, ci impedisce di espletare le nostre funzioni, a partire dall'evento dell'1 e 2 ottobre, che si terrà in tutte le piazze italiane, tranne che a Pescara». La direzione sanitaria ribatte che i locali dovevano essere liberati per consentire i lavori, ma si dice pronta «d'intesa con l'associazione, a individuare soluzioni idonee al problema consentendo all'Aido di continuare la meritoria attività a servizio della comunità». (c.c.)