L’assegno va anche alle straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo

3 Giugno 2019

Il bonus bebè “una tantum” da 800 euro va concesso a tutte le madri straniere regolarmente presenti in Italia, anche a quelle che inizialmente erano state escluse dall'Inps poiché prive di un...

Il bonus bebè “una tantum” da 800 euro va concesso a tutte le madri straniere regolarmente presenti in Italia, anche a quelle che inizialmente erano state escluse dall'Inps poiché prive di un permesso di soggiorno a lungo termine. Lo ha stabilito il tribunale di Pistoia, sezione lavoro, che con un'ordinanza emessa il 27 maggio scorso ha accolto il ricorso di una albanese, condannando come discriminatoria la condotta dell'Inps rispetto al trattamento per le lavoratrici comunitarie. La donna aveva un permesso di soggiorno che le consentiva di lavorare in Italia. In base a quanto riportato nell'ordinanza, pronunciata dal giudice Francesco Barracca, l'Inps aveva negato alla donna il “premio nascita” poiché non era in possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, ma di un permesso per motivi familiari. Ma per il giudice, il diniego dell'Inps alla corresponsione della prestazione richiesta «è illegittimo e discriminatorio» poiché pone la donna albanese, comunque in possesso di un permesso di soggiorno che le permette di lavorare in Italia, «in una situazione deteriore rispetto alle altre lavoratrici comunitarie» negandole di beneficiare delle prestazioni assistenziali dello Stato italiano. La decisione ha un precedente in un analogo provvedimento pronunciato nel 2017 dal tribunale di Milano.