L’assessore Rossi lascia la giunta: inizia la resa dei conti

Mossa del gruppo SiAmo Montesilvano dopo mesi di tensioni I cinque consiglieri ribelli: «Troppe resistenze ed esclusioni»
MONTESILVANO. Si preannuncia un dicembre burrascoso per la maggioranza del sindaco Ottavio De Martinis. Il gruppo SiAmo Montesilvano prende le distanze dalla squadra di governo ed esce dalla giunta, rimettendo le deleghe del suo assessore di riferimento Damiana Rossi che, dall’inizio della consiliatura, si è occupata di lavori pubblici, polizia locale e viabilità, edilizia scolastica, pari opportunità e personale.
Una frattura, quella tra il sindaco e il gruppo dei ribelli, che non rappresenta una novità dal momento che, da mesi, i cinque consiglieri Valter Cozzi, Lino Ruggero, Valentina Di Felice, Giuseppe Menè e Paola Ballarini appaiono sempre più distanti dalla maggioranza (nonostante il voto positivo in Bilancio), così come da tempo le delibere approvate in giunta evidenziano l’assenza di Rossi. Già nei giorni scorsi, gli esponenti di SiAmo Montesilvano (a cui si era unito anche l'ex sindaco e consigliere forzista Francesco Maragno) avevano espresso le proprie rimostranze in merito alla questione del nuovo Piano regolatore, lamentando di non essere stati coinvolti nelle scelte e di aver appreso le volontà dell’amministrazione comunale solo dai giornali.
Ieri, la rottura definitiva: attraverso una nota, i cinque consiglieri e l’ormai ex assessore hanno chiarito la propria posizione evidenziando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, come la fiducia incondizionata nei confronti del sindaco De Martinis sia ormai un lontanissimo ricordo. «Il silenzio assordante degli ultimi mesi della giunta De Martinis nei nostri confronti pone una doverosa riflessione», scrivono. «Il gruppo SiAmo Montesilvano si è costituito a maggio 2020, dalla sinergia di consiglieri comunali che hanno contribuito in maniera decisiva alla vittoria del centrodestra nella scorsa tornata elettorale. Abbiamo iniziato un percorso amministrativo unicamente teso al bene della nostra città e, con questo intento, abbiamo creato un gruppo unico, per supportare con convinzione la maggioranza governativa. Tante, però, sono state le resistenze, le esclusioni dalle scelte decisionali, il mancato coinvolgimento alla programmazione di strategie e progetti (non da ultimo il Piano regolatore generale, di cui non si conoscono che le informazioni desunte dagli organi di stampa). Fino a tre mesi fa, quando, con spirito di servizio alla collettività, abbiamo assicurato l’impegno in sede di approvazione di Bilancio di previsione, in un confronto tra tutte le rappresentanze politiche della maggioranza».
Da allora, però, sono trascorse 12 settimane, come ricordano i consiglieri, e nulla è cambiato. «A questo punto riteniamo di dover rimettere al sindaco le deleghe conferite al nostro assessore Damiana Rossi», proseguono, «non potendo più accettare di far parte di un esecutivo che delibera senza richiedere la nostra partecipazione, decide a prescindere da questa realtà politica che ha da dire la sua, che vuole partecipare attivamente alla costruzione di una città migliore soprattutto ora che bisogna governare l’emergenza Covid».
I ribelli ci tengono, poi, a ricordare come il loro gruppo sia attualmente il più numeroso in Consiglio comunale e che «escluderlo, così com’è stato fatto finora, per la giunta De Martinis significa navigare a vista e tirare a campare con i voti di una parte dell’opposizione. D'ora in poi, dunque, valuteremo ogni provvedimento con il senso del dovere che ci contraddistingue, decidendo di volta in volta come agire. Focalizziamo l’attenzione e le nostre energie sull’analisi delle proposte che questa amministrazione presenterà», chiosano, «visto che l’auspicato maggior coinvolgimento nelle decisioni politiche, verbalmente riconosciuto, nei fatti non è stato mai praticato». Una bella gatta da pelare per il sindaco che, oltre a ritrovarsi con uno scranno vuoto, e per giunta di una delega pesante come quella ai lavori pubblici, ha ora davanti anche il problema delle quote rosa, dal momento che il suo esecutivo attuale è composto da 4 uomini e 2 donne. Ma il nodo principale resta quello del riequilibrio della giunta alla luce dei nuovi assetti in Consiglio comunale che rischia di far saltare qualche assessore attuale.

