L’assostampa: Marinucci rispetti la legge

5 Ottobre 2017

San Giovanni Teatino. Il sindacato dei giornalisti bacchetta il sindaco per il cambio operato nello staff

SAN GIOVANNI TEATINO. Non piace alla federazione nazionale della stampa il cambio annunciato nello staff del sindaco, al Comune di San Giovanni Teatino, dove per la nomina del nuovo capo di gabinetto sono stati cancellati i posti della segretaria e dell’addetto stampa. Nei prossimi giorni, prenderà infatti servizio una nuova figura a capo del neonato ufficio, che nascerà con i soldi risparmiati grazie al taglio delle altre due funzioni.
Sarà una struttura dirigenziale dotata di autonomia, a diretto supporto del capo della giunta. Il sindaco, Luciano Marinucci, ha già scelto Maria Grazia Baiocchi, laureata in legge, esperta di pubblica amministrazione e comunicazione, che è l’attuale assistente del consigliere regionale del M5s Riccardo Mercante. La Baiocchi avrà un contratto Cococo che sarà retribuito con un stipendio lordo di 4mila 783 euro al mese, per dodici mensilità.
La decisione non è sfuggita al sindacato dei giornalisti abruzzesi, che con il segretario regionale, Adam Hanzelewicz, interviene per stigmatizzare le scelte di Marinucci. «Un capo di gabinetto come addetto stampa?» sibila Hanzelewicz, «perché no, deve essersi chiesto il sindaco di San Giovanni Teatino, che senza starci troppo a pensare ha silurato chi reggeva l’ufficio della comunicazione e, visto che c’era, anche la segretaria, accorpando le due mansioni: prendi due, paghi uno, e tutti contenti».
Ma per Hanzelewicz, non è affatto così che funziona. «Sembra banale», spiega il segretario dei giornalisti abruzzesi, «eppure, va ricordato al sindaco che, per legge, l’ufficio stampa va affidato a un giornalista, un professionista dell’informazione, regolarmente iscritto all’albo».
Marinucci ha spiegato che la sua manovra è mirata al risparmio. «Ma se la ratio della soppressione del giornalista è solo un risparmio», incalza Hanzelewicz, «il sindacato gli consiglia di dare il buon esempio, anche demagogico, di ridursi pure l’indennità e di fare altrettanto con assessori e consiglieri. Un bel gesto che non risolverebbe comunque il problema, che non è solo formale, ma sostanziale e legale: la comunicazione è d’appannaggio a chi fa comunicazione per professione, quindi ai giornalisti. Piaccia o non piaccia. E se al sindaco Marinucci questo non piace, se ne faccia una ragione. Ma applichi la legge, anche nel nome della trasparenza di cui tutti gli amministratori fanno vanto, che non si risolve certamente nel mettere su youtube i video dei Consigli comunali».
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