L’autista di Falcone racconta agli studenti la strage di Capaci

5 Marzo 2023

Giuseppe Costanza, unico superstite, sarà in città il 23 marzo Altri incontri con don Maurizio Patriciello e Pinuccio Fazio

PESCARA. Era il 1984 quando Giovanni Falcone gli chiese di diventare il suo autista, e lui - un poliziotto in servizio all’accoglienza dell’Ufficio istruzione del tribunale di Palermo - accettò convintamente. Ma non era lui a guidare l’auto che il 23 maggio 1992 fu travolta e distrutta dall’esplosione a Capaci: in quell’attentato persero la vita il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. L’autista di Falcone, Giuseppe Costanza, si salvò, perché quel giorno era seduto sul sedile posteriore e alla guida c’era proprio il giudice antimafia, che aveva espresso questa volontà, e al suo fianco la moglie. Sarà Costanza, oggi 75enne, a raccontare agli studenti cosa accadde e la sua storia. Parlerà il 23 marzo, in occasione della Giornata del ricordo dei caduti per mafia, e intanto scorreranno le immagini di quella strage, scolpite nel cuore degli italiani. Quello del 23 marzo è l’appuntamento clou della edizione numero 31 del premio nazionale Paolo Borsellino, che si snoderà fino al 22 maggio, tra l’auditorium Flaiano e il Sant’Andrea (oltre agli incontri nelle scuole).
«Quello con Costanza sarà un appuntamento di grande prestigio e impatto», dice Leo Nodari, che ha visto il premio crescere grazie a «una partecipazione sempre più massiccia delle scuole e alla presenza di magistrati di spessore, che ci seguono. Siamo arrivati a 18 scuole coinvolte, 15mila studenti». Il fatto, poi, che sia stato catturato Matteo Messina Denaro ha «accelerato il processo di sensibilizzazione e di interesse del mondo della scuola», prosegue Nodari che proprio parlando del coinvolgimento degli studenti pensa all’incontro (in programma il 21 e 27 marzo) con Marco Alessandrini, figlio del giudice Emilio, ucciso da un commando di Prima Linea il 29 gennaio 1979. «Nel momento in cui si parla di lasciare libero Cospito libero, ha un significato particolare, anche perché ci sono eventi che non hanno stagionalità», commenta. In programma anche la presentazione di “La paura non perdona”, con Luigi Leonardi e don Maurizio Patriciello, parroco in campo contro la mafia nella Terra dei fuochi, il 14 aprile, l’incontro con Pinuccio Fazio, che ricorda il figlio Michele, vittima di mafia, il 3 aprile, e l’incontro con il giudice Giacomo Ebner per presentare “Guida (e) norme alle regole”, il 13 maggio.