L’avvocato Monti: «Il potere dei sindaci ora è più limitato»

L’avvocato Andrea Monti (nella foto) ci aiuta a comprendere meglio due articoli chiave dell’ultimo decreto Conte. Riportiamo l’analisi dell’esperto: «L’articolo 4 riordina le sanzioni e i poteri di...
L’avvocato Andrea Monti (nella foto) ci aiuta a comprendere meglio due articoli chiave dell’ultimo decreto Conte. Riportiamo l’analisi dell’esperto: «L’articolo 4 riordina le sanzioni e i poteri di Regioni e Comuni. Le prime possono adottare solo provvedimenti urgenti a durata limitata e nell’ambito delle loro competenze. Ai secondi è espressamente vietato di “legiferare” in contrasto con l’autorità centrale. Si evita, così, una frammentazione che renderebbe più difficile rispettare la legge da parte del cittadino trasformando ogni Comune in un luogo regolato dal proprio “codice punitivo”. Per quanto riguarda le sanzioni, la novità principale è la creazione di uno specifico illecito amministrativa per chi non rispetta le misure di contenimento indicate nei provvedimenti statali e regionali, che verrà “condannato” al pagamento di una somma che va da 400 a 3.000 euro. A differenza dei reati, come la violazione dell’obbligo dell’autorità per cui sono state già denunciate migliaia di persone, questa sanzione è applicabile da subito. Di conseguenza, non si può sperare che le contestazioni cadano nel “dimenticatoio” come, non faranno la stessa fine le denunce penali delle settimane precedenti per la violazione dell’articolo 650 del codice penale. Anche a queste, infatti, verrà applicata la nuova sanzione e non la pena originariamente prevista, che in pratica si riduceva a pagare una somma fra i 50 e i 180 euro (essendo improbabile l’applicazione della pena detentiva) ma che richiedeva comunque l’apertura di un procedimento penale. Attenzione però, perché come dice l’articolo 4 (“salvo che il fatto costituisca reato”) il pubblico ministero dovrà comunque verificare, caso per caso, se non siano stati commessi anche altri illeciti penali e dunque il rischio di andare sotto processo rimane. Un’ulteriore sanzione amministrativa riguarda la possibilità di chiudere da 5 a 30 giorni esercizi commerciali e attività che operano in violazione di legge. Resta invece reato la violazione dell’obbligo di quarantena che viene punita dall’articolo 260 del Testo unico sulle leggi sanitarie con l’arresto da 3 a 18 mesi e con l’ammenda da 500 a 5.000 Euro, sempre che il fatto non costituisca un reato più grave. Pur perfettibili, queste norme fanno la loro parte fornendo indicazioni precise a Enti locali e cittadini. A noi tocca fare la nostra, rispettandole innanzitutto nella sostanza, e cioè restando a casa». (c.s.)

