L’avvocato: «È una sentenza innovativa»

9 Gennaio 2019

Della Rocca e Celotto hanno curato il ricorso che ha permesso di fare chiarezza su una serie di leggi

PESCARA. È una sentenza che non ha precedenti, quella pronunciata dal tribunale civile di Sulmona.
A spiegarne l’importanza è l’avvocato Sergio Della Rocca che, con il collega Alfonso Celotto, ha curato il ricorso per conto di Gerardo Di Lorenzo, fratello di Fabrizia, morta a Berlino durante l’attacco terroristico nel dicembre del 2016.
«Si tratta di una pronuncia innovativa», dice Della Rocca «perché si inserisce in un quadro normativo frammentato». Un quadro complesso, che parte dal riconoscimento dei diritti ai familiari delle vittime del dovere, estesi poi ai familiari delle vittime del terrorismo, e infine, alle vittime del terrorismo internazionale. Una sentenza che non potrà mai ridare la vita a Fabrizia, che però riconosce un diritto importante al fratello. «Purtroppo», continua l’avvocato Della Rocca, «nessuno potrà colmare il dolore della famiglia per la perdita della ragazza, e nessuno potrà ridarle la vita».
«La sentenza però è importante perché riconosce un beneficio non economico che il ministero dell’interno aveva negato. Questa è la verità, ed è stato necessario il giudizio davanti al tribunale di Sulmona perché accertasse il diritto, che si sostanzia nel collocamento obbligatorio per il fratello della vittima. Un ristoro non economico, ci tengo a ribadire, da parte dello Stato che però in questo modo aiuterà i parenti di Fabrizia». Ed è anche significativo il fatto che «sulla materia si sia pronunciato il tribunale di Sulmona dove era residente Fabrizia». Della Rocca spiega anche quali effetti potrà avere la sentenza di Sulmona: «Il percorso seguito dal giudice», afferma, «è di superamento di questioni ed eccezioni pregiudiziali. Nel merito ha ricostruito esattamente la normativa che si è succeduta nel corso degli anni, che, come spesso accade quando c'è emergenza, non è organica. Il pregio della sentenza dal punto di vista tecnico è quindi costituito dal fatto che è stata eseguita una ricostruzione di più normative, frutto di legislazione di emergenza», senza escludere che col tempo, grazie al Tribunale di Sulmona, «tutta la materia possa essere oggetto di una rivisitazione globale. Il giudice Giuseppe Ferruccio ha ben distinto i benefici che spettano ai parenti di vittime del terrorismo. Non ci sono precedenti in Italia, ma speriamo che non ci debbano essere altre sentenze di questo tipo», conclude Della Rocca, «tutti ci auguriamo che nessun ragazzo sia più vittima di terrorismo internazionale». (l.c.)