L’azienda: la sicurezza per noi è cruciale

Parla l’amministratore delegato Bartolotti: «Questa vicenda mi ha devastato»
ORTONA. «Siamo distrutti, non ci meritavamo una tragedia simile e ora stiamo facendo di tutto per aiutare la famiglia di questo ragazzo che era venuto a lavorare in Italia dalle Filippine».
Silvio Bartolotti risponde al telefono con la voce quasi commossa. Ha 77 anni ed è l’amministratore delegato dell’azienda Micoperi dal 1996, un colosso dell’industria navale da oltre 1.500 dipendenti di tutte le nazionalità, sparsi in tutto il mondo. Rilevò l’azienda (che oggi fa parte del gruppo Protan) dal ministero dell’Industria che l’aveva commissariata sul finire degli anni Ottanta. L’ azienda era stata leader mondiale nel settore offshore tra il 1960 e il 1980. Negli ultimi trent’anni è diventato un riferimento in Italia e nel mondo per la vasta gamma di servizi altamente qualificati che offre nel campo dell’industria petrolifera.
La Micoperi è entrata nella storia per diverse operazioni di recupero dei mezzi navali: dall’incrociatore Trieste nel 1948 alla bonifica del Canale di Suez nel 1957, fino al recupero della nave da crociera Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio 2012 all'Isola del Giglio.
«Non so davvero cosa dire», dice Bartolotti, «provo soltanto una sensazione di angoscia totale. In questi ultimi mesi abbiamo fatto sacrifici immani per salvaguardare i nostri dipendenti in un momento di grande crisi. La sicurezza è sempre stata una priorità per la nostra azienda: se c’è una cosa a cui teniamo è la salvaguardia di chi lavora con noi». (d.b.)
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