L’Azienda: qualità del servizio assicurata

6 Novembre 2016

La responsabile dell’Urp Ceccagnoli: nessun allarme per i rinvii. Scadenze rispettate per le terapie

PESCARA. La Asl smorza i toni della polemica e punta a rasserenare l’utenza del reparto di Ematologia, a partire dalla donna di 48 anni di Città Sant’Angelo che si è vista rinviare, a data da destinarsi, l’appuntamento del controllo fissato per il mese di ottobre e concordato nel mese di aprile, all’epoca dell’ultima visita.

Non rilascia direttamente dichiarazioni il direttore del dipartimento di Ematologia, Paolo Di Bartolomeo, che ieri era impegnato fuori Pescara, e spiega come stanno le cose la responsabile dell’Urp, Maria Assunta Ceccagnoli.

«Per quanto riguarda i pazienti in terapia», dice, «le scadenze vengono rispettate» per cui non sembrano esserci problemi, da questo punto di vista, e non c’è motivo per allarmarsi. «Qualora vengano spostati i controlli», come accaduto alla donna che si è rivolta al Centro, «la qualità della prestazione non cambia», aggiunge Ceccagnoli per rasserenare chiunque dovesse trovarsi in una situazione simile e, quindi, preoccuparsi o agitarsi. E comunque, dice per completare il quadro, «le urgenze sono garantite» ed è sufficiente «accedere al reparto passando per il pronto soccorso».

Quanto, poi, al caso specifico della 48enne che non sa ancora quando sarà sottoposta al prossimo controllo, è tutto da approfondire e la Asl si riserva di capire come sono andate le cose già da domani, quando tutti saranno in servizio e sarà possibile chiedere chiarimenti direttamente al personale medico che si è occupato della donna di Città Sant’Angelo.

Telefonicamente la 48enne, che è stata sottoposta ad un intervento nel 2012, è stata invitata a non presentarsi in reparto ad ottobre, come previsto, e a chiamare dal 15 novembre in poi per fissare la data di un altro controllo.

L’agenda delle visite e delle prenotazioni, spiega sempre Ceccagnoli, «è affidata al Cup di secondo livello e quindi direttamente a chi si è occupato di questa paziente». Per cui non si esclude che ci siano state delle «difficoltà», riconducibili a chi segue quella «determinata area».

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