L’effetto pandemia blocca anche l’albergo a 5 stelle

16 Maggio 2020

Fossacesia, lo sfogo dell’imprenditore Di Campli, l’ex procuratore di Verratti  «Milioni di investimenti e settanta assunzioni ora rischiano di andare in fumo»

FOSSACESIA. Uno stabilimento balneare con ristorante e discoteca, a Fossacesia. A Lanciano altre attività e, tra poche settimane, l’apertura di un nuovo hotel a 5 stelle. Oltre 70 sono le persone che lavorano grazie al Supporter, il marchio dell’avvocato frentano Donato Di Campli che da tre anni ha applicato il logo della sua agenzia di procuratori sportivi (è stato per anni lo storico manager di Marco Verratti) alla ristorazione e all’intrattenimento.
Il covid, però, ha messo, sta mettendo e metterà in ginocchio le sue attività, come accadrà per migliaia di altri imprenditori del settore turistico-alberghiero. «Al momento ho già perso 200mila euro d’incassi per quanto riguarda lo stabilimento balneare. In situazioni normali avrei aperto a Pasqua e con gli eventi in programma, che sono saltati per la pandemia, ho perso tanti soldi. Secondo i miei calcoli perderò l’80% del fatturato visto che non potrò aprire lo stabilimento per gli eventi notturni. Rischio di perdere almeno un paio di milioni di euro».
PERDITE RECORD. Dal suo Supporter Beach negli ultimi anni sono passati dj internazionali come Bob Sinclair, Little Louie Vega e Peggy Gou, e quest’anno le duemila persone che il suo locale ospitava ogni sera saranno un lontano ricordo. «Oltre al Supporter Beach», racconta Di Campli, «ho due ristoranti a Lanciano e in questi due mesi ho perso il 90% del fatturato». Anche l’imprenditore frentano dovrà adeguarsi al protocollo Inali per i balneatori. «Avevo già una distanza notevole tra ogni ombrellone, ma adesso, con l’ordinanza regionale che ha addolcito un po’ le direttive Inail, devo modificare le distanze. Tuttavia, il grosso danno sarà per la ristorazione e dovrò ridurre la capienza che passerà da 2.000 persone a meno di 1.000. Assumerò anche un “Covid manager” che vigilerà sul rispetto del protocollo di sicurezza».
LAVORATORI A RISCHIO. In tanti perderanno il posto di lavoro. «In piena stagione tra ristorante, discoteca e stabilimento ho 70 dipendenti, dei quali 15 a tempo indeterminato e 55 stagionali. Quest’estate non potrò riassumere almeno 40 stagionali».
L’HOTEL FANTASMA. Di Campli, inoltre, tra qualche settimana dovrebbe aprire una nuova attività: «Il Supporter Hotel. Ho investito tanto in questo progetto, quasi tutti i miei risparmi, e sono esposto parecchio finanziariamente. È un progetto messo in piedi insieme alla famiglia Petronti, che detiene il 50% della proprietà. Abbiamo fatto investimenti importanti che hanno portato alla nascita di una struttura dotata di 25 camere, due ristoranti, due sale eventi, una spiaggia privata, spa, piscina e palestra. Un albergo di alto livello per un investimento di 5 milioni di euro. Adesso rischiamo di non poterlo aprire, perché con queste regole è impossibile lavorare, nonostante la Regione abbia ammorbidito le restrizioni con l’ultima ordinanza (la numero 59, ndr). Se lo Stato non interviene siamo morti, in vacanza andrà poca gente. Bonus turismo? Per il mio hotel non serve perché è un 5 stelle e con la fascia Isee a 40mila euro non va a toccare una mia potenziale clientela. La politica doveva attuare anche altre manovre per ristoratori e albergatori. In questi due mesi, per esempio, i miei due ristoranti sono stati chiusi, ma io ho dovuto pagare migliaia di euro tra affitti e utenze, quando i nostri politici potevano provare a limitare i pagamenti o addirittura la sospensione delle bollette e degli affitti. Così facendo il nostro settore rischia il fallimento. Io sto galleggiando perché avevo un gruzzoletto da parte, ma in tanti sono senza più un centesimo. Bisogna riaprire tutto con delle regole meno rigide. Il distanziamento? D’Accordo, ma si sta davvero esagerando. Bisogna solo responsabilizzare le persone che in queste settimane hanno già dato dimostrazione di grande senso del rispetto delle regole».
PALUDE BUROCRATICA. «Troppi paletti, la burocrazia in Italia è un grande problema. Alcuni miei dipendenti, per esempio, da oltre due mesi aspettano la cassa integrazione. Sono stato costretto ad aiutarli e così rischio ulteriormente di indebitarmi».
REBUS RIAPERTURE. «Ripartiremo, ma falliremo. Ne sono sicuro. Ci saranno grandi difficoltà. Io non dormo più e ho bisogno dei tranquillanti per andare avanti. Chiedo solo di lavorare e non voglio mance».
DECRETO RILANCIO. «Mi metto nei panni di Conte», conclude Di Campli, «e capisco che nel nostro paese ci siano poche risorse, ma se pensiamo solo ed esclusivamente all’assistenzialismo, come reddito di cittadinanza e d’emergenza, l’Italia non ripartirà. Se si distrugge l’imprenditoria, si distruggono anche i lavoratori. Quando finiranno i soldi a pioggia sarà un disastro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA