L’Elisuperficie supera la prova di carico: ora istanza all’Enac

21 Giugno 2019

PESCARA. L’elisuperfice adiacente l’ospedale di Pescara ha sopportato il peso di 16 tonnellate: ora la Asl di Pescara potrà richiedere all’Enac l’autorizzazione per l’atterraggio dei nuovi elicotteri...

PESCARA. L’elisuperfice adiacente l’ospedale di Pescara ha sopportato il peso di 16 tonnellate: ora la Asl di Pescara potrà richiedere all’Enac l’autorizzazione per l’atterraggio dei nuovi elicotteri che arrivano a pesare anche più di 5 tonnellate. La prova di carico è stata fatta una domenica dai tecnici della Asl insieme ad alcuni ingegneri strutturalisti della facoltà di Architettura della d’Annunzio. Sulla superficie sono state utilizzate sia vasche riempite di acqua che pesi di cemento. Il carico è stato interrotto a 16 tonnellate, una misura più che sufficiente, secondo il manager Armando Mancini, per chiedere all’Enac l’autorizzazione a far atterrare anche gli elicotteri più grandi. Nei prossimi giorni sarà presentata l’istanza .
Sulla proprietà dell’elisuperficie insiste il consigliere comunale della Lega Armando Foschi: «Il contenzioso tra Asl e Comune si è aperto il 9 luglio 2013, quando l’amministrazione comunale, con una nota ufficiale, ha ordinato alla Asl di Pescara il rilascio e lo sgombero dell’Eliporto, struttura che sempre il Comune aveva concesso alla Asl in gestione per nove anni a partire dall’8 giugno 2000 con contratto in scadenza il 7 giugno 2009 e dietro il pagamento di un corrispettivo pari a 48milioni di vecchie lire l’anno. Il Tar, in prima battuta, ha riconosciuto in capo alla Asl la proprietà del manufatto, sentenza impugnata dal Comune che ora ha ribaltato completamente la vicenda, accogliendo il ricorso del Comune di Pescara. In sostanza», prosegue Foschi «il Consiglio di Stato ha affermato che per il trasferimento della proprietà dell’immobile alla Asl sarebbe stato necessario un provvedimento regionale, che non c’è mai stato. Ha dunque valore la prima convenzione con la Asl che ha continuato a godere del bene senza però pagare il corrispettivo, riconoscendo la proprietà dell’eliporto al Comune e la legittimità dell’ordinanza del 2013».