L’epidemia raddoppia gli infortuni

28 Dicembre 2020

Dossier Cgil: impennata di casi legati al Covid, a novembre aumento del 74%

L'AQUILA . Crescono, in Abruzzo, le denunce di infortuni sul lavoro legate alla pandemia: 3 su 4 arrivano da operatori della sanità. Se dall’inizio dell’emergenza fino ad ottobre gli “infortuni Covid” erano 857, a novembre, con 634 denunce, si è registrato un aumento del 74% con 1.491 casi totali. Un trend che era già in crescita ad ottobre, con un +34% rispetto ai mesi precedenti, «ma che ha fatto rilevare un’impennata nell’ultimo mese con i casi più che raddoppiati», sottolineano Carmine Ranieri, segretario Cgil Abruzzo-Molise, e Mirco D'Ignazio, coordinatore interregionale Inca Cgil. La provincia più colpita è quella di Chieti con 417 infortuni Covid, seguita da Pescara (408), Teramo (379) e L’Aquila (287). Ma proprio all’Aquila, si è registrato il maggior aumento percentuale con 198 casi, solo a novembre, e un aumento del 222%. Rimane stabile a 12 (8 a Pescara, 2 a Chieti e Teramo e nessuno all’Aquila), il numero dei decessi a seguito di contagi avvenuti sul posto di lavoro. Rispetto alla divisione per settore degli infortuni Covid, i numeri testimoniano quanto più esposti al rischio siano gli operatori della sanità da cui arrivano 3 denunce su 4.
Il 9,9% degli infortuni fa riferimento al terziario e ai servizi, il 3,8% alle professioni scientifiche e tecniche e l’1,6% al settore manifatturiero. Nel 66,5% dei casi, ad essere contagiate maggiormente nei luoghi di lavoro sono le donne. «Dati che, seppur elevati, celano un alto numero di lavoratrici e lavoratori che, nonostante abbiano contratto il Covid sul posto di lavoro, non hanno attivato la pratica Inail, ma si sono limitati a comunicare domanda di malattia all’Inps», spiegano Ranieri e D’Ignazio, «precludendosi il diritto ad avere il giusto riconoscimento economico e ad ottenere un risarcimento. La Cgil è a disposizione, con le proprie strutture operative, sia per le azioni di riconoscimento dei diritti individuali, che per far sì che le aziende, partendo da una corretta e proficua contrattazione sindacale, adottino tutte le precauzioni affinché si riduca quanto più possibile il rischio di contagio». (m.p.)