L’escursione alla Cisterna costa una multa da 50 euro

23 Agosto 2019

Bolognano, nel sentiero chiuso dal Comune è assente la segnaletica di divieto Il direttore del Parco: «Vogliamo riaprirlo». Il sindaco: situazione ereditata

BOLOGNANO. Da meta turistica capace di richiamare l’interesse di visitatori italiani e stranieri, a trappola per i malcapitati che ancora si avventurano sui sentieri verso la Cisterna di Bolognano.
Una delle escursioni più caretteristche del Parco Nazionale della Majella si sta trasformando in un incubo per decine di turisti, incappati in questi giorni in una salata multa da 50 euro per essersi avventurati lungo i percorsi che conducono al fiume Orta e alla cascata. Questo perché, nonostante un’ordinanza firmata dal Comune di Bolognano un anno fa, le segnalazioni di divieto lungo il tragitto sono scarse o addirittura assenti.
Per raggiungere la Cisterna ci sono tre itinerari da poter seguire: quello principale parte da Bolognano, dove all’ingresso vi è una sola transenna, a cui è attaccato un poco visibile foglio dell’ordinanza, la quale non riesce nemmeno a chiudere l’accesso al sentiero. Al contrario, ben più visibili sono le indicazioni scritte sul legno che segnalano il fiume Orta, la Cisterna e il percorso panoramico. Ancora peggio va sugli altri versanti, che seppur meno agevoli consentono allo stesso modo di raggiungere la meta. Uno parte da Caramanico, all’altezza di ponte Luco. L’altro da Piano d’Orta. Qui la segnaletica di divieto è praticamente assente.
Così facendo, chi si avventura, seguendo anche i consigli delle varie guide turistiche che indicano solo il divieto di balneazione nella Cisterna, rischia di arrivare a valle e trovare i carebinieri forestali, che non possono esimersi dal loro dovere.
Da quanto si apprende, solo nei giorni a cavallo di Ferragosto si è viaggiato alla media di dieci contravvenzioni giornaliere. E la lista di chi fa ricorso è molto lunga.
«Il percorso è stato chiuso nell’estate 2018 dopo una frana», dice il direttore del Parco Luciano Di Martino. «Mi rendo conto che le indicazioni di divieto possono essere carenti, ma tante volte sono gli stessi escursionisti a rimuoverle. Ci attiveremo per ripristinarle, ma soprattutto per riaprire al pubblico questo meraviglioso sentiero». Da quanto si apprende infatti, i geologi avrebbero dato parere favorevole in tal senso, manca però il via libera del sindaco di Bolognano, Comune che ha emanato l’ordinanza.
Sul punto interviene proprio il primo cittadino Guido Di Bartolomeo: «E’ una situazione ereditata dalla precedente amministrazione. Farò verificare la presenza della corretta segnaletica di divieto, ma lavoriamo per riaprire. È chiaro però che la responsabilità non può gravare tutta su di me. Chiedo alle altre parti di collaborare»
Più criptico il suo collega di Caramanico Luigi De Acetis: «Da ponte Luco il sentiero è lungo e pericoloso. In questo momento c’è un’ordinanza che va rispettata. Verificherò la presenza dei segnali di divieto».
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