L’esperto: frutta e verdura vanno lavate molto bene

2 Ottobre 2024

Il docente universitario Amorena spiega gli effetti della contaminazione dell’area «La concentrazione di sostanze tossiche è bassa, non c’è pericolo per la salute»

TERAMO . L’esperto usa termini tecnici: parla di «fenomeno puntiforme» e di «esposizione limitata». Queste due condizioni hanno frenato gli effetti potenzialmente devastanti dell’incendio che lunedì sera ha gravemente danneggiato l’azienda di solventi e diluenti Kemipol nella zona industriale di Scerne di Pineto. Tradotte in linguaggio corrente entrambe le situazioni descritte indicano che l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco, capaci di circoscrivere e contenere il rogo nel giro di poche ore, ha evitato guai peggiori ai cittadini che abitano nell’area intorno allo stabilimento bruciato. A sottolineare gli effetti e le accortezze da seguire è Michele Amorena, docente di farmacologia e tossicologia ambientale del dipartimento di Bioscienze dell’università di Teramo. «Bisogna fare attenzione soprattutto al lavaggio accurato di frutta, ortaggi e verdura», spiega, «per eliminare anche le tracce minime di sostanze tossiche che si sono depositate nella zona». Si tratta di una precauzione da adottare almeno per una settimana, allo scopo di scongiurare rischi, seppure contenuti, di danni alla salute. «Per il resto le concentrazioni di contaminanti rilevate nella zona dell’incendio», tiene a precisare Amorena, «non inducono alla preoccupazione».
Le sostanze individuate dall’Arta – l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente – toluene, o-xilene, p-xilene, etilbenzene e m-xilene, definiti «idrocarburi aromatici», comunemente impiegati come solventi industriali e in vari processi chimici, sprigionano un grado preoccupante di tossicità solo in quantità maggiori rispetto alle 80 parti per miliardo rilevate nell’area del rogo. «Si tratta di una concentrazione molto ridotta e riferita a un fenomeno puntiforme per rappresentare un pericolo effettivo», ribadisce Amorena che tiene a evidenziare la competenza dell’Arta nella delimitazione del perimetro della fascia di sicurezza e nel monitoraggio degli agenti chimici che si sono depositati sul terreno. «Sono sostanze che possono creare gravi problemi di salute», osserva il docente, «ma è sempre la quantità che determina il livello di tossicità». Da valutare ci sono anche altre variabili, come il vento, per determinare l’estensione della contaminazione e di conseguenza le eventuali misure di sicurezza da adottare. «In questo caso non c’è stato un assorbimento ampio e prolungato», ribadisce Amorena, «per cui la quantità di sostanze tossiche depositate è stata ridotta, non si è arrivati a un’esposizione critica e dunque non c’è da preoccuparsi». Merito, insomma dei vigili del fuoco che sono riusciti a limitare la portata del rogo già nella notte tra lunedì e ieri, evitando il peggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA