L’esperto: «Sacrifici fino a giugno»

Contagi ancora alti, per Grimaldi (segretario Anaao) occorrono altri tre mesi
L'AQUILA . «L'Abruzzo dovrà avere ancora molta pazienza, perché il numero dei contagi è troppo alto. Servono ancora due, tre mesi di sacrifici, per evitare di inseguire il virus, che nel frattempo sta mutando, per arrivare all'inizio dell'estate».
Il segretario Anaao Abruzzo, Alessandro Grimaldi (nella foto), primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila, invita alla collaborazione e al rispetto delle regole. La fase critica, spiega, non è ancora passata. «In provincia dell'Aquila non si intravede un calo del numero dei contagi, al contrario si registra una leggera ascesa», spiega, «è necessario continuare ad applicare, in modo rigido e puntuale, regole di distanziamento severe oltre all'utilizzo costante della mascherina».
Gli effetti della vaccinazione, al momento, non sono ancora evidenti sulla popolazione abruzzese: «Lo sono solo tra gli operatori sanitari», dichiara Grimaldi, «dove i contagi, dopo il ciclo di vaccinazioni anti-Covid, sono quasi a zero, ma in linea generale la campagna vaccinale non è ancora in grado di incidere sull'intera popolazione. Negli ultimi due mesi, in particolare nell'area metropolitana Chieti-Pescara, abbiamo pagato il prezzo della maggiore contagiosità del virus; solo negli ultimi giorni abbiamo avuto un appiattimento della curva che, nel territorio aquilano, ha ancora una tendenza alla crescita».
E anche se la pressione sugli ospedali non è quella dell'autunno scorso, «quando avevamo i malati in attesa al pronto soccorso», sottolinea Grimaldi, «i reparti Covid sono ancora pieni, di pari passo con il livello del contagio che non scende visibilmente». Anche la malattia non ha subito grandi cambiamenti. «Studi internazionali», dice il primario, «evidenziano come nel 20% dei casi la variante inglese del coronavirus sia più virulenta, ma è ancora troppo presto per tirare le somme». Difficile stimare quando l'Abruzzo uscirà dall'allerta massima. «Le zone rosse abbattono la mortalità», spiega il segretario Anaao, «ma al momento non possiamo abbassare la soglia di guardia: gli abruzzesi dovranno fare rinunce e sacrifici, a partire dal distanziamento, ancora per un po’». L'obiettivo è superare la soglia di giugno quando, complice la vita all'aria aperta, le temperature miti e l'incremento della campagna vaccinale, i contagi dovrebbero scendere. «Troppo spesso», fa notare Grimaldi, «si vedono persone in strada con la mascherina parzialmente o del tutto abbassata. Dispositivi di sicurezza e distanziamento costante sono indispensabili per frenare l'avanzata del virus. Dobbiamo permettere all'organizzazione capillare di vaccinazioni, attivata in Abruzzo, di iniettare il vaccino nel maggior numero di persone. In caso contrario, volendo affrettare i tempi, rischieremmo di inseguire il virus dando allo stesso la possibilità di diventare più contagioso e aggressivo, come nel caso della variante sudafricana». La comunità scientifica abruzzese è anche alle prese con il long-Covid, per cui la Regione ha attivato protocolli specifici e ambulatori ad hoc. «Purtroppo il Covid non sempre finisce con un tampone negativo», conclude Grimaldi, «una percentuale non trascurabile di malati avverte sintomi per mesi, dai disturbi neuropsichiatrici a quelli cardiologici, respiratori e motori».

