L’estate intelligente dei ragazzi abruzzesi

10 Luglio 2017

Vacanze a Londra, Usa e Australia. A studiare le lingue

PESCARA. Vacanze studio all'estero: Londra e New York quest’anno hanno fatto il sold out. Lo studio delle lingue, cioè l’internazionalizzazione, supera la paura di partire per la maggior parte delle famiglie italiane. In particolare di quelle abruzzesi che hanno acconsentito (e pagato) come minimo due settimane estive nei college stranieri ai propri figli durante questa estate.
L'impennata maggiore delle prenotazioni c'è stata dai paesi del cratere, Montorio al Vomano, Teramo e dintorni, che hanno avuto un inverno davvero difficile tra neve e scosse di terremoto. Forse è per il desiderio di mandare a studiare i propri ragazzi in un luogo più sicuro fuori dalle zone a rischio sisma. O più semplicemente è un modo per fare esperienza. Fatto sta che gli studenti abruzzesi partono eccome, fanno esperienze in Europa e anche in America molto volentieri. E tornano a casa, nella maggioranza dei casi, contenti e soddisfatti per l’esperienza vissuta.
Parla la docente. «Avevo sconsigliato all'inizio le grandi metropoli come mete dei viaggi», esordisce Paola Venerato, insegnante di Roseto e coordinatrice regionale dei viaggi per la Euro Master Studies, «ma alla fine le più gettonate sono state le città. I docenti che organizzano hanno ricevuto più richieste per quei luoghi da parte delle famiglie dei ragazzi. Sono città che mantengono sempre il loro fascino e una forte capacità di attrattiva, al di sopra dei timori di attentati terroristici. E' la società italiana che si ribella alla paura».
Dove vanno. In Abruzzo la città da dove si parte di più rimane Pescara, seguita quest'anno da Teramo, L'Aquila, Giulianova, Lanciano, Chieti e Vasto. I viaggi preferiti sono sempre i più brevi, ossia due settimane estive all'estero con annessa scuola in lingua ed escursioni con collocazioni presso college o famiglie del luogo. Le mete più gettonate rimangono l'Inghilterra, la Scozia e l'Irlanda per l'Europa e Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda per il resto del mondo.
Il novanta per cento degli studenti parte per affinare la lingua inglese. Qualcuno sposa lo spagnolo e sceglie Madrid e Valencia. La Francia è in ribasso sia per i prezzi alti che per lo scarso uso del francese. I prezzi per l'intero pacchetto volo più permanenza e scuola vanno dai 2.200 per l'Europa ai 4.000 per l'America.
Le borse di studio alla Euro Master Studies, l'agenzia italiana che dalla fine degli anni Settanta si occupa di questi programmi scolastici, si appoggiano dall'anno scorso anche l'Inps che elargisce borse di studio, bando Itaca, ai figli dei dipendenti statali che ne fanno richiesta fino a coprire quasi l'intera somma dei viaggi.
Si tratta di sovvenzioni che l'Inps somministra a seconda dell'Isee e del profitto scolastico del ragazzo all'interno di una graduatoria. Gli studenti che riescono ad avere la borsa di studio possono tranquillamente unirsi alla propria docente e al gruppo dei compagni di scuola che viaggiano con la stessa organizzazione. Da quest'anno poi gli studenti abruzzesi rientrano anche nei programmi Pon ministeriali per l'integrazione europea e possono ambire a trascorrere tre o anche quattro settimane interamente gratis in un Paese dell'Unione durante l'anno scolastico, sempre se l'insegnante predispone un progetto idoneo. E l'esperienza vale al rientro anche come Alternanza scuola-lavoro. Stesso discorso con gli scambi Erasmus: progettualità e gratuità.
Anno scolastico all'estero. L'incoraggiamento del Ministero, la borse di studio, il desiderio di imparare dei ragazzi e il peso dato all'internazionalizzazione nel mondo universitario hanno insomma portato ad un vero boom di richieste di esperienze all'estero per ragazzi dai 12 ai 18 anni. Ma le due o le quattro settimane ormai appaiono ben poco ai più: il trend veramente in ascesa è l'anno scolastico fatto all'estero. Si chiama High School e porta gli studenti a trascorrere da tre a dieci mesi interamente in scuole straniere.
I prezzi? Dai 7.700 agli 11 mila euro. «In questo caso non è la scuola che si muove », spiega Anna De Lena, referente abruzzese della Wep (World education program), l'altra importante organizzazione italiana, anch'essa contattata dall'Inps per l'appoggio delle borse di studio, «ma il privato, ossia il singolo ragazzo con il consenso della famiglia, visto che di solito si sceglie di farlo al terzo o al quarto anno delle superiori e quindi lo studente è ancora minorenne».
«L'Abruzzo, per mentalità, ha impiegato qualche anno», continua la De Lena, «prima di capire il peso scolastico di questi tipi di percorsi, ma ora è in netta salita. Prima di partire i ragazzi devono passare una selezione sulla conoscenza minima dell'inglese e anche sulla forza psicologica che comunque è necessaria per affrontare una esperienza simile di lontananza da casa. Quelli che vanno tornano per lo più felici e funziona molto il passa parola. Da qualche giorno sono iniziate le prime partenze di gruppo, poi i ragazzi verranno distribuiti nelle famiglie straniere che danno la propria disponibilità e spesso nascono grandi amicizie».
La valutazione. Chi non se la sente di partire durante l'anno scolastico sceglie di trascorrere tre mesi della nostra estate in Australia oppure in Nuova Zelanda, dove le stagioni sono invertite e si va a scuola. Chi punta invece al massimo parte in agosto e torna a giugno dell'anno successivo. Ma qual è il guadagno? Una grande esperienza umana e personale oltre che una sicura certificazione della lingua che vale per l'ingresso nelle università sia italiane che straniere. Si rientra cambiati e arricchiti soprattutto di studi pratici e di fluidità nel linguaggio. Ma tutti sono concordi su un punto fermo: la scuola italiana è la migliore di tutte a livello accademico, quella che fornisce basi solide per tutti i tipi di studio, il resto è una passeggiata. La dimostrazione? Gli studenti italiani all'Estero sono sempre i più brillanti in tutte le materie.