L’Europa resta cauta Referendum illegale Errore usare la forza

Juncker e Tusk sentono il premier: «Evitare una escalation» La questione sarà affrontata anche dal Parlamento europeo
STRASBURGO. No al voto indipendentista dei catalani ma no anche all'uso della forza da parte dello Stato centrale spagnolo. Dopo giorni trascorsi nel tentativo di chiamarsi fuori dalla vicenda, la Commissione europea non ha potuto esimersi dal prendere posizione all'indomani del voto catalano e delle scene di violenza da parte delle forze dell'ordine. «Per la Costituzione spagnola» il voto in Catalogna non è legale, hanno sottolineato a Bruxelles, ma «la violenza non può mai essere uno strumento in politica».
«Chiediamo ad entrambe le parti di muoversi velocemente da una situazione di conflitto al dialogo», è dunque il messaggio che arriva da Palazzo Berlaymont, dove si è escluso però che la Commissione possa avere un ruolo di mediazione nella vicenda, come richiesto dal governo catalano. Sia il presidente Jean-Claude Juncker sia quello del Consiglio europeo Donald Tusk hanno telefonato al premier spagnolo Mariano Rajoy. «Condividendo le sue tesi costituzionali - ha detto Tusk dopo il colloquio - ho rivolto un appello affinché si trovino modi per evitare un'ulteriore escalation e l'uso della forza». Un invito alla calma che trova concorde l'Italia: «Quando prevalgono scontro ed esasperazioni di posizioni - ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella - si allontanano le soluzioni positive». «Mi auguro che ci sia una chance per il dialogo e si eviti una spirale di violenze - ha detto anche il premier Paolo Gentiloni - nel rispetto totale delle leggi, dello stato di diritto e della costituzione unitaria spagnola».
Messaggi perlopiù analoghi e di sostegno al governo spagnolo sono arrivati dalle cancellerie europee. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito il suo legame all' «unità costituzionale» del Paese. «La secessione sarebbe un errore», hanno fatto sapere invece dal governo della Repubblica Ceca, Paese che peraltro ha vissuto nella sua storia recente la separazione dalla confinante Slovacchia. «È una questione interna spagnola», hanno invece tagliato corto dal Cremlino.
Gli eventi di domenica hanno suscitato preoccupazione anche all'Onu. L'Alto commissario per i diritti umani Zeid Ra'ad Al-Hussein si è detto «molto turbato» dalle violenze ed ha esortato le autorità spagnole «a garantire indagini complete, indipendenti e imparziali» a riguardo. Il caso finirà nei prossimi giorni anche sui banchi del Parlamento europeo a Strasburgo, dove - su richiesta della maggior parte dei gruppi politici - è stata messa in calendario perdomani pomeriggio una discussione sugli ultimi sviluppi della situazione. Non ci sarà tuttavia un voto su una risoluzione, passo che per molti eurodeputati sarebbe stata «un'ingerenza» troppo pesante nei confronti di uno Stato membro come la Spagna.

