L’ex casa di riposo in vendita a 3,8 milioni

Il consiglio comunale dà via libera alla cessione dell’edificio di via Arapietra. Critica l’opposizione
PESCARA. Parte la vendita dell’ex casa di riposo di via Arapietra. Ieri il consiglio comunale, con i soli voti della maggioranza, ha dato il via libera alla cessione del vecchio edificio in stato di abbandono da anni.
L’immobile è stato valutato 3.814.843 euro, la delibera approvata ieri consente il cambio di destinazione d’uso tramite una variante urbanistica da sottozona F3 (attrezzature e servizi pubblici o di interesse pubblico urbano territoriale) a sottozona B3 (completamento e recupero). L’edificio, quindi, verrà messo in vendita al più presto. Verrà pubblicato un apposito bando per acquisire le offerte da parte dei privati.
Ma l’operazione è stata duramente criticata dall’opposizione. In particolare dal Pd, che aveva già contestato nell’agosto scorso la decisione di vendere l’immobile. «La lotta al degrado», aveva detto la consigliera dem Stefania Catalano, nonché vice presidente del consiglio comunale, «non può vedere il Comune arrendersi e decidere di vendere lo stabile dell’ex casa di riposo di via Arapietra per consentire la costruzione di palazzi privati. Diciamo un forte no a questa proposta». «Chiusa la casa di riposo», aveva aggiunto Catalano, «lo stabile era stato inserito nei beni alienabili con un preciso obiettivo: mantenerne la funzione pubblica per realizzare strutture sociali, assistenziali, educative. In questi anni gli enti locali non hanno avuto risorse economiche interne per trasformare questo stabile, ma proprio adesso che con il Pnrr arriveranno risorse imponenti per ricostruire strutture pubbliche con finalità sociali ed educative, proprio adesso il centrodestra propone di accelerarne la vendita trasformandone la destinazione d’uso e consentendo così la costruzione di palazzi privati».
«Una scelta fuori della storia», aveva fatto presente la consigliera del Pd, «e soprattutto nociva per un quartiere dove è altissima la densità abitativa e che ha bisogno di servizi, non di altri palazzi privati. La città non può perdere uno degli ultimi spazi che possono essere trasformati, tra l’altro, in uno dei punti meglio collegati in quanto è alle spalle della stazione e del terminal bus». «Chiediamo», aveva concluso Catalano, «che lo spazio mantenga la sua funzione pubblica e sia sottoposto ad una progettazione per intercettare i tanti finanziamenti del Pnrr che arriveranno a Pescara». (a.ben.)
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