L’ex casello idraulico di via Raiale è diventato un covo dei disperati

26 Novembre 2017

PESCARA. L’ex casello idraulico di via Raiale, una volta utilizzato dalla polizia provinciale per il controllo del fiume, versa in uno stato di abbandono. A lanciare l’allarme sono il capogruppo...

PESCARA. L’ex casello idraulico di via Raiale, una volta utilizzato dalla polizia provinciale per il controllo del fiume, versa in uno stato di abbandono. A lanciare l’allarme sono il capogruppo regionale e il consigliere comunale, entrambi di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e Vincenzo D’Incecco.
«Una struttura di proprietà della Regione», dicono in una nota, «versa in uno stato di completo abbandono e degrado, con le aperture sfondate e, a terra, materassi di fortuna usati come giacigli notturni da disperati e senzatetto, creando una situazione di assoluta insicurezza ed evidenti problemi di ordine pubblico. È questo lo stato dell’ex casello idraulico situato in via Raiale, all’altezza di via Stradonetto, per il quale urge un intervento immediato di bonifica».
«Peccato che prima di intervenire», rivelano Sospiri e D’Incecco, «la stessa polizia municipale abbia bisogno del via libera della Regione, proprietaria del manufatto che, una volta sgomberato, andrà ovviamente murato per impedirne successive violazioni». Per questa ragione nei giorni scorsi, attraverso una nota a firma del capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri, abbiamo sollecitato l’iniziativa della stessa Regione in tal senso».
«Il problema», spiega il consigliere di Forza Italia, «mi era stato segnalato nelle scorse settimane dai residenti della zona e dalla portavoce dei cittadini del quartiere, l’esponente di Forza Italia Maria Luigia Montopolino e le foto scattate sul posto hanno confermato la situazione intollerabile in cui versa la struttura. Parliamo del casello idraulico regionale, esistente da decenni in via Raiale e che, fino a qualche anno fa, era utilizzato quale sede operativa per il controllo del livello del fiume da parte della polizia provinciale». «La struttura ormai è chiaramente in disuso, è evidente che le nuove tecnologie, con il monitoraggio in remoto del fiume, non richiedono più l’utilizzo di un luogo fisico come base di osservazione. Delle lastre di legno inchiodate alle finestre indicano chiaramente la sua dismissione ai fini professionali, ma quell’abbandono ovviamente ha fatto il paio con la sua occupazione abusiva. Ora, ci aspettiamo una risposta della Regione nel giro di pochi giorni».
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