L’ex Fea torna alla città: ospiterà mostre e concerti

7 Agosto 2018

Via libera della Regione al progetto presentato dal Consorzio Fra Costruttori  L’ex scalo ferroviario sarà recuperato e destinato a iniziative artistico-culturali

PESCARA. Un contenitore culturale. Questo dovrebbe diventare l’ex Fea, l’ex scalo ferroviario sul lungomare Matteotti. È stata aggiudicata la riqualificazione e la gestione dell’immobile, dopo che in esecuzione alla delibera di giunta regionale 784 del 2017, la Commissione regionale ha concluso l’esame della proposta avanzata a seguito di procedura di gara. Ad aggiudicarsela provvisoriamente (vanno verificati i requisiti dichiarati in sede di gara) è il Consorzio Fra Costruttori Soc. Coop. che ha ottenuto un punteggio complessivo dia 83,15/100. La proposta presentata dal Consorzio prevede l’allestimento di progetti artistico-culturali come mostre temporanee, workshop, seminari, performance, esposizioni e concerti, con il coinvolgimento anche delle scuole. Dal punto di vista architettonico il progetto prevede, in particolare, il restauro dell’ex scalo ferroviario con l’obiettivo di recuperare l’idea della stazione quale punto di partenza per un viaggio sensoriale tra musica, arte e cultura, passando anche attraverso la cultura del cibo.
La gestione garantirà la piena accessibilità e fruibilità pubblica del bene, in occasione di eventi o attività culturali, ricreative, sociali e di scoperta del territorio.
«Dopo aver espletato la verifica dei requisiti dichiarati in sede di gara», spiega Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, «si procederà all’aggiudicazione definitiva nei confronti dell’operatore economico Consorzio Fra Costruttori Soc. Coop. con la presentazione alla città dell’importante risultato che consentirà di recuperare alla vita un luogo identitario della storia di Pescara».
Nessuna vendita, dunque, per il complesso per il quale nel 2016 (delibera 556) era stata avviata un’indagine per acquisire manifestazioni di interesse, «mediante concessione in uso gratuito», per un periodo non superiore a 50 anni. Una procedura che non andò a buon fine, tanto che nel 2017 la Regione approvò la delibera per concedere il bene con il criterio dell’offerta più vantaggiosa. (e.r.)