L’ex hotel Paradiso al Comune: avviata la trattativa con la Asl

Il sindaco De Martinis: «Stiamo valutando con il manager Ciamponi la possibilità di una permuta» Sul piatto della bilancia il debito dell’azienda di circa 700mila euro per il terreno del nuovo distretto
MONTESILVANO. L’amministrazione comunale di Montesilvano pronta a dare una seconda vita all’ex Hotel Paradiso. La struttura di via Napoli, di proprietà della Asl e inutilizzata dal 2004, potrebbe presto entrare a far parte del patrimonio immobiliare del Comune e dire per sempre addio al degrado in cui versa da quasi un ventennio. A rivelarlo è il sindaco Ottavio De Martinis che nei giorni scorsi ha incontrato il manager della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, per valutare la possibilità di uno scambio tra i due enti che potrebbero risolvere definitivamente la situazione dell’ex hotel inutilizzato.
«Pensiamo che sia arrivato finalmente il momento di restituire dignità all'ex Hotel Paradiso. Stiamo valutando con l’azienda sanitaria una permuta», rivela il primo cittadino. «La Asl, infatti, deve al Comune circa 700mila euro per il terreno sul quale è stato realizzato il nuovo distretto sanitario di via Di Vittorio, per cui l’idea è di sanare il debito con la cessione dell’immobile di via Napoli». Sulla futura destinazione dell’edificio, però, il sindaco di Montesilvano non si sbilancia, pur avendo in passato più volte auspicato che l’ex Hotel Paradiso, per la sua posizione a pochi passi dal mare e dalla riserva naturale di Santa Filomena, tornasse alla sua vocazione turistica. «Abbiamo già un’idea in mente e nei giorni scorsi abbiamo svolto anche un sopralluogo nella struttura», prosegue. «Fino a quando non ci sarà la certezza, però, preferisco mantenere la questione riservata. Quello che posso dire, però, è che se questa ipotesi dovesse andare in porto, sicuramente sarà un’iniziativa che porterà lustro alla nostra città». Qualunque destinazione avrà l’Hotel Paradiso, sicuramente sarà migliore di quella avuta per anni, quando i disperati hanno utilizzato le sue stanze come rifugio di fortuna, prima che l’azienda sanitaria murasse tutti gli accessi.
L’ex hotel, attualmente in stato di abbandono, fu costruito nel 1959 e acquistato dalla Asl nel 2004 per 1 milione e 200 mila euro circa con l’obiettivo di convertire la struttura a ricovero per persone con disturbi psichiatrici. Il progetto però non fu mai realizzato. L’edificio di tre piani, con 27 camere e un giardino con piscina, non rispettava le normative antisismiche e le leggi in materia di barriere architettoniche e la Asl avrebbe dovuto investire una somma troppo ingente per metterlo in regola. E così l'azienda sanitaria negli anni ha provato a rivendere la struttura, prima tentando di avviare una trattativa diretta con il Comune di Montesilvano, caduta nel vuoto, e poi esperendo due aste pubbliche, andate però deserte. In entrambi i casi - la prima volta nel 2014 e la seconda nel 2016 -, il prezzo a base d’asta venne fissato in un milione e 400mila euro. Una cifra evidentemente troppo alta per un periodo di crisi immobiliare e per uno stabile abbandonato allora da dieci anni (e oggi da 18).
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