L’ex ultrà e l’uomo vicino alla ’ndrangheta

I due arrestati: Nobile già condannato per la banda dei kalashnikov, Ursino da tempo risiede a Teramo
PESCARA. Chi sono i due arrestati per l’omicidio sulla strada parco?
Il presunto mandante, Natale Ursino, 54 anni, originario di Locri, viene ritenuto vicino alla cosca Cordì di Locri, anche se nessuna sentenza passata in giudicato lo prova. È stato recluso per diversi anni nel carcere di Teramo, città nella quale, una volta tornato in libertà, ha deciso di vivere, collaborando in un centro estetico. Ha alle spalle delle condanne per droga. L’ultima operazione in cui è rimasto coinvolto risale al 6 settembre 2022 e, quindi, un mese dopo l’agguato di Pescara. Insieme ad altre 23 persone figura fra gli indagati in una inchiesta della Dda di Firenze chiamata “Nuova Narcos Europea”, a cui hanno lavorato anche la Dda di Reggio Calabria e Milano. Al centro, traffici internazionali di droga, ma non solo. Droga che veniva importata dal Sud America e smerciata da affiliati della ’ndrangheta in tutta Italia. Fiumi di cocaina per agevolare diverse organizzazioni criminali, dalla cosca di Guardavalle alla famiglia dei Pesce-Bellocco-Molè, operante nella Piana di Gioia Tauro. Il presunto esecutore del delitto, Cosimo Nobile detto Mimmo, 52 anni, è molto noto a Pescara. Fa gli ex capi storici della tifoseria biancazzurra. Negli anni è stato coinvolto in varie vicende giudiziarie, una delle quali, la più importante, si è conclusa nel 2013 con una condanna a 6 anni e 4 mesi di reclusione. È ritenuto uno dei componenti della banda dei kalashnikov, sgominata dai carabinieri nel 2007. Tra il 2000 e il 2006, il gruppo ha seminato il panico, mettendo a segno nell’area Chieti-Pescara rapine nelle banche e assaltando portavalori. Nei covi della banda, durante le perquisizioni, sono stati scoperti mitragliatori kalashnikov, fucili a pompa, pistole e revolver, alcuni dei quali sottratti alle guardie giurate durante gli assalti.
A maggio 2013, il procedimento giudiziario si è concluso per Nobile con la condanna a 6 anni e 4 mesi. Condannati con lui anche Paolo De Luca, Orlando Simboli e Domenico Borrelli. Ai componenti della banda, a vario titolo, viene attribuito un elenco di rapine come quella nel 2001 al portavalori a Villa Raspa di Spoltore da 290 milioni di lire, l’incasso della partita Italia-Turchia nel 2002 da 65mila euro, la rapina a un portavalori a Città Sant’Angelo nel 2003 da 300 mila euro, allo sportello della Caripe del mercato ittico da 150 mila euro nell’agosto 2003. Nobile insieme a De Luca è stato assolto per l’assalto da 2 milioni di euro al furgone dell’Ivri a Dragonara nel 2006, per il quale invece è stato condannato l’ex componente della banda Battestini Massimo Ballone, e per altre rapine commesse tra il 2002 e il 2003. Un anno prima della condanna, nel 2012, è tornato alla ribalta delle cronache come testimone chiave dell'omicidio dell’ultrà Domenico Rigante. (a.d.f.)

