«L’ho incrociato giù Ha cominciato lui»

27 Aprile 2018

Mucciante davanti ai carabinieri ricostruisce i motivi della lite con il muratore Ma la dinamica non è chiara. Oggi l’autopsia rivela il numero delle coltellate

PESCARA. Si sono incrociati casualmente nel garage, così ha raccontato Roberto Mucciante ai carabinieri. «Me lo sono trovato davanti», ha riferito parlando di Salvatore Russo che ha ucciso poi con una scarica di coltellate. E poi, così sembra aver riferito il 51enne in caserma, il muratore gli ha detto qualcosa. Qualcosa che a Mucciante, ossessionato dai rumori di quella famiglia così unita e numerosa che era andata ad abitare nell’appartamento sopra al suo, ha fatto perdere le staffe. Ed è spuntato il coltello da cucina con cui a ripetizione ha colpito alla schiena e al torace il muratore di 58 anni che era sceso in garage per sistemare le zanzariere per casa. Per tante volte lo ha colpito, 17 avrebbe riferito ai primi soccorritori. Ma è tutto ancora da verificare.
Per capire come è maturato l’omicidio di mercoledì mattina in via del Circuito 388 sono attese risposte importanti dall’autopsia fissata per questa mattina alle dieci e affidata al medico legale Cristian D’Ovidio. Con lui ci sarà anche il dottor Furio Patete, medico legale di Foggia nominato dalla famiglia di Russo, originaria di Apricena, nel Foggiano, come consulente di parte. Un esame importante, questo di stamani, dal quale si conoscerà con chiarezza non solo il numero dei colpi inferti a Russo, ma anche dove e quale è stato quello letale.
Dalla prima ispezione condotta sempre dal dottor D’Ovidio, è apparso evidente che i fendenti hanno raggiunto il 58enne alla schiena e al torace. Un particolare che avvalorerebbe quanto sostenuto dalla moglie della vittima, la signora Vittoria, convinta come il resto della famiglia che il marito sia stato sorpreso alle spalle. Altrimenti si sarebbe difeso, perché la mole e la forza glielo avrebbero agevolmente consentito rispetto al fisico più minuto di Mucciante. E altrimenti, se ci fosse stata una lite, qualcuno avrebbe sentito qualcosa. Invece, nessuno strillo e nessuna discussione, sebbene le scale che portano ai box condominiali siano interne al palazzo.
Discorso a parte per il coltello da cucina sequestrato dai carabinieri. Mucciante se l’era portato dietro? Se così fosse dimostrato, la sua posizione si aggraverebbe ulteriormente, perché si profilerebbe la premeditazione che finora non gli è stata messa in conto. Mercoledì è stato arrestato con l’accusa di omicidio aggravato, ma quelle coltellate hanno distrutto un’intera famiglia. Ferita a morte nel suo punto più vitale, affettivamente ma anche praticamente. Salvatore Russo era il motore anche economico della sua famiglia tanto unita e affiatata. Muratore da sempre, si era trasferito da Apricena, nel Foggiano, a Pescara, proprio per seguire il lavoro che si era sempre guadagnato con la sua dedizione e la sua onestà. Dei quattro figli due erano ancora in casa con lui e la moglie, casalinga da quando la vecchietta che accudiva come badante se n’era andata. Quella di Salvatore era l’unica entrata fissa e sicura e che adesso, insieme al suo grande cuore e alla sua generosa presenza, è venuta improvvisamente a mancare. Una tragedia nella tragedia per la famiglia sconquassata sotto ogni punto di vista e che da ieri ha iniziato a metabolizzare una perdita difficile da accettare.