L’imprenditore alimentare Pozzolini muore a 70 anni

14 Luglio 2021

Originario di Lanciano, era figlio di Camillo, fondatore della Cpl Imperial Lascia due figlie e gli amati nipoti. Domani l’addio nella chiesa dello Spirito Santo 

PESCARA. Lutto nel mondo dell'imprenditoria abruzzese. È morto ieri, in una struttura ospedaliera, Luciano Pozzolini, figlio di Camillo, il fondatore della Cpl Imperial attiva per oltre 60 anni nel settore alimentare e della distribuzione. Pozzolini aveva compiuto 70 anni lo scorso 16 giugno. Lascia le figlie Pilar e Isabella, i suoi tre nipotini, uno dei quali con il suo stesso nome e due gemellini, e il fratello Claudio.
I funerali si terranno domani nella chiesa dello Spirito Santo. Per una vita si era dedicato all'attività di famiglia, conosciutissima anche fuori dal territorio abruzzese, che ha dato nel tempo lavoro a ben tre generazioni di dipendenti.
La prima sede in corso Trento e Trieste a Lanciano, di cui la famiglia è originaria. Poi, poco prima degli anni ’70, la decisione di trasferire una parte degli affari a Pescara.
Il papà, per tutti Don Camillo, fu il primo ad importare baccalà norvegese, tanto da essere insignito come cavaliere da re Olav di Norvegia. Ma l’attività, a un certo punto fra le più grandi del Centro Italia, era soprattutto nota per la produzione e distribuzione di prosciutti e formaggi e del famoso provolone “K48”. Per anni e anni, un successo enorme.
La Cpl Imperial di Lanciano e Pescara guidava allora un gruppo con un fatturato di 180 milioni di euro l’anno. Poi nel 2008 la crisi che, nel giro di un anno, ha portato prima all’annuncio dei licenziamenti e degli esuberi e poi all’avvio del concordato preventivo e quindi del fallimento. Un durissimo colpo per tutti.
Per diverso tempo Luciano, che attualmente era in pensione, ha continuato a lavorare nel settore alimentare per poi dedicarsi anche ad altre attività, sempre a Pescara, che ormai era diventata la sua città.
«Tornava a Lanciano», racconta Gemma Andreini, sua grande amica, «per le varie iniziative come la tradizionale Squilla, ma ormai la sua vita era qui a Pescara. Io e lui», ricorda commossa, «ci conoscevamo da più di 40 anni. Era una bravissima persona, estremamente generosa e disponibile con tutti. Credeva molto nell'amicizia ed era circondato, appunto, da tanti amici che gli volevano bene e lo stimavano. Stravedeva per i suoi nipoti e cercava di trascorrere con loro tutto il tempo che poteva. È davvero una perdita gravissima».
Altro suo grande amico, è l'imprenditore del caffè Enrico Saquella. «Luciano», sottolinea, «era un uomo di una generosità unica. Lui e la sua famiglia hanno sempre dato una mano a tutti. Anche dopo la chiusura delle attività, i dipendenti hanno continuato a parlarne bene e ad essere riconoscenti. Ho perso un grande amico», conclude, «affettuoso e, ripeto, molto generoso».
«Era un vero signore», è il commento più ricorrente da ieri pomeriggio sui social, da parte di chi lo conosceva. Stamattina alle 9 sarà allestita la camera ardente nella casa funeraria Caporale, domani l’ultimo saluto.
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