L’imprenditore e il docente con la passione per lo sport

5 Febbraio 2018

Chi sono le vittime: Franzé fondatore della Okcom era innamorato dell’Abruzzo Urbani, esperto di contratti pubblici, aveva una casa di famiglia a Ortona dei Marsi

L'AQUILA. Li accomunava la passione per gli sport. Dalla bicicletta al mare, fino alla pesca al tonno, di cui era appassionato Massimo Franzè. Il legame più forte, però, era quello dell'amore per la montagna e soprattutto per la neve. Una passione che li ha legati anche nella tragedia, fino alla fine. Sono morti entrambi sotto una valanga mentre sciavano insieme, anche stavolta, l'ultima. Un altro punto d'incontro per entrambi era l'Abruzzo, questa terra meravigliosa che faceva da cornice alle loro avventure da anni. Partivano insieme dalla Capitale e raggiungevano le montagne, dell'Appennino, sia d'estate, sia d'inverno. Una terra gentile, a volte forte, forse troppo, che se li è portati via. Massimo Urbani, 58 anni, consulente e docente in contrattualistica pubblica, viveva e lavorava a Roma ma era molto legato all'Abruzzo. Tornava spesso a Ortona dei Marsi, dove la sua famiglia ha una casa, insieme ai due fratelli e alla madre. A Ortona la famiglia Urbani ha anche una cappella dove probabilmente potrebbe essere sepolto il 58enne. Aveva due lauree, una in Economia e commercio e una in Giurisprudenza. «Era una persona allegra», lo descrive Ferdinando Mercuri, agronomo e insegnante di Ortona, «era sempre pronto a fare una battuta. Un uomo intelligente e amante della natura e dello sport».
Oltre che degli sport invernali era appassionato di mountain-bike e cavalli. Spesso partecipava alla trasmissione televisiva Ballarò e era facile vederlo in prima fila tra il pubblico. Il fratello Maurizio è stato anche eletto alle ultime elezioni come consigliere al Comune di Ortona. Lascia la moglie e una bambina piccola. Massimo Franzè, 56 anni, imprenditore nel settore della telefonia, era titolare e fondatore della Okcom, un'azienda italiana di telecomunicazioni che offre servizi a livello nazionale tra cui telefonia fissa, l'Adsl e la connettività basata sul wi-fi e che nel 2011 faceva registrare un fatturato di 27 milioni di euro. Era uno scialpinista e uno sciatore con tanta esperienza alle spalle. Lavorava a Roma, ma frequentava l'Abruzzo da tanti anni proprio perché appassionato di montagna. Spesso prendeva una casa in affitto a Rocca di Mezzo, in modo da raggiungere le stazioni sciistiche abruzzesi velocemente. L'avvocato Massimo Di Paolo, amico e compagno di sciate, lo ricorda come «una persona estroversa, con tanta inventiva, curiosa e socievole. Non riesco ancora a capacitarmi di quello che è accaduto, mi sembra assurdo. Spesso veniva a casa mia a mangiare, e pensare che in un attimo non c'è più mi sembra impossibile». Lascia due figli, anche loro appassionati degli sport invernali. Al momento della tragedia, uno si trovava a Ovindoli, sulle piste da sci della Magnola, l'altro stava sciando proprio a Campo Felice.
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