L’incendio a Manoppello Il sindaco: finestre chiuse e niente attività all’aperto

26 Giugno 2023

Allerta dopo le fiamme nell’azienda che lavora materiali per barche, in attesa dell’esito delle analisi Asl sulla presenza di diossina nell’aria  

MANOPPELLO. Come emerso sin dai primi momenti, non c’è dolo nell’incendio divampato sabato, attorno alle 17.45, a Manoppello Scalo, all’interno della Idroitalia, azienda specializzata nella produzione di stampi, modelli e prototipi a controllo numerico nel settore nautico e industriale, in quel momento per fortuna chiusa. In un attimo, infatti, complice la presenza di resine e materiali infiammabili, è scoppiato l’inferno. Un’alta nube di fumo nerissimo si è alzata in cielo accompagnata da un forte odore acre, sentito oltre che nella zona di Manoppello, a Chieti Scalo e persino a Chieti alta.
Stando ai primi accertamenti, il fuoco si sarebbe sviluppato dall’impianto fotovoltaico di uno dei capannoni rimasto seriamente danneggiato. Dalle immagini di una telecamera si vedono le fiamme partire da un angolo del tetto per poi diffondersi con grande rapidità. Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Popoli, dirette dal tenente Cleto Della Rosa, comunque vanno avanti. All’inizio si era ipotizzato il cortocircuito, partito da una fresa, che comunque non si esclude ancora completamente. All’interno, la fabbrica è automatizzata.
La preoccupazione adesso è per il rischio inquinamento, anche se particolari problemi non dovrebbero esserci. Le centraline fisse, che si trovano nelle vicinanze, alle 20 di sabato hanno registrato sì un picco di benzene, ma molto modesto. Ieri mattina i valori erano già tornati nei limiti di legge. Si dovrà aspettare invece ancora qualche giorno per valutare l’eventuale presenza della diossina. Spento l’incendio da parte dei vigili del fuoco arrivati con squadre e mezzi da Alanno, Pescara e Chieti, già nel pomeriggio di sabato, sono stati effettuati i prelievi da parte dei tecnici dell'Arta. Ieri mattina, invece, è stato svolto un sopralluogo nella fabbrica e nella zona, dal personale Asl di Pescara con il sindaco Giorgio De Luca, che ha seguito la situazione attimo per attimo insieme al vice sindaco Giulia De Lellis. Per precauzione, in attesa di conoscere gli esiti dei controlli dell’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente e la natura delle sostanze, il primo cittadino, sabato sera, dopo aver già rivolto inviti agli abitanti, ha emesso una ordinanza che impone, per un raggio di 200 metri dal capannone, ai confini con il Comune di Chieti, «il divieto di consumo di prodotti ortofrutticoli, se non accuratamente sottoposti ad attento lavaggio in acqua corrente e potabile e ove possibile, alla rimozione del rivestimento superficiale mediante spellatura o sbucciatura; il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; il divieto di utilizzo di foraggi per l’alimentazione animale». Nel provvedimento si raccomanda, inoltre, di limitare le attività all’aperto, con particolare riferimento a quelle di natura ludico sportiva; di mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti; di non stendere panni all’aperto. Stesso provvedimento è stato emesso anche dal sindaco di Chieti Nicola Ferrara.
Una situazione molto simile si era già verificata in zona nell’aprile 2021. Ad andare a fuoco in quel caso era stato un capannone della ditta Nga Tek, specializzata nel trattamento e finitura dei metalli. Il rogo, partito dall'area delle vasche adibite ai trattamenti di nichelatura e cromatura, si era propagato al resto della struttura, provocando il crollo del tetto in eternit.