L’incendio in via Tavo non frena tossici e disperati

Il parco dell’Infanzia, danneggiato dalle fiamme, è ancora meta di sbandati Oggi i lavori per la messa in sicurezza. Giovedì incontro tra Comune e associazioni
PESCARA. L’incendio di domenica pomeriggio nel parco dell’Infanzia di via Tavo non ha fermato il via vai di tossicodipendenti che ogni giorno, a ogni ora, raggiungono quell’area per drogarsi, dopo aver comprato stupefacenti a qualche metro da lì. Ieri mattina era tutto come sempre, con persone sballate che entravano e uscivano come se nulla fosse, nonostante il rogo doloso che due giorni fa ha reso inagibile la struttura coperta realizzata nel 2008 dal Comune ai margini dell’area verde, presto trasformata in rifugio di chi fa uso di stupefacenti e senzatetto. Qualcuno, incrociando il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore Laura Di Pietro, ha perfino borbottato un’espressione (in dialetto pescarese) del tipo «Hanno bruciato casa mia», senza rendersi conto minimamente della situazione e senza intuire di essersi infilato in un sopralluogo del Comune, finalizzato a valutare i danni dell’incendio.
Dopo la visita, sindaco e assessore, accompagnati da Pierpaolo Pescara e Mario Caudullo del settore Verde Pubblico, hanno deciso di affidare alla ditta Di Giampaolo (in somma urgenza) i lavori per l’eliminazione di tutte le pericolosità riscontrate e i lavori cominceranno oggi. L’incendio ha messo seriamente in pericolo una parte dell’immobile (che ha il tetto in legno), e si dovrà intervenire su solai e strutture di copertura, oltre che su serramenti e vetri.
E poi, che ne sarà? Il Comune è impegnato da tempo per recuperare il parco, «violato e danneggiato di continuo, malgrado chiusure, pulizie e controlli», fa notare il sindaco. E l’amministrazione si sta muovendo con le associazioni della zona e la Caritas, sperando in un finanziamento ministeriale per l’intervento di sistemazione, ma ora, con la struttura danneggiata dalle fiamme, la situazione si fa più difficile. «Ogni volta», prosegue Alessandrini, «abbiamo ricominciato da capo, non ci siamo mai rassegnati, e abbiamo continuato a voler cambiare il destino del parco, che non può essere interrotto dalle fiamme di domenica. Non possiamo lasciare la struttura bruciata e abbandonata e cercheremo di trovare il modo per farla tornare a vivere».
«Lo sconforto per il continuo via vai di tossicodipendenti e per l’incendio è forte, così com’è forte la consapevolezza che lo sforzo economico del Comune sarà ancora più oneroso», commenta Di Pietro. «Ma non vogliamo abbatterci e giovedì, nell’incontro con le associazioni fissato ancor prima dell’incendio, chiederemo la collaborazione di tutti per studiare un intervento ancora più efficace. Il quartiere deve riaffezionarsi a quest’area verde: solo così potremo davvero salvare il parco e toglierlo a chi lo distrugge».
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