L’inchiesta è partita nel 2019: coinvolti politici e alcune società
Gli arresti, per quella che venne chiamata l'inchiesta «grandi eventi» e che fece grande scalpore in città, scattarono il 9 luglio del 2020: ai domiciliari finirono Giacomo Cuzzi, ex assessore al...
Gli arresti, per quella che venne chiamata l'inchiesta «grandi eventi» e che fece grande scalpore in città, scattarono il 9 luglio del 2020: ai domiciliari finirono Giacomo Cuzzi, ex assessore al turismo; Simona Di Carlo, ex assessore all’ambiente; Moreno Di Pietrantonio, ex consigliere comunale, all'epoca segretario cittadino del Pd, nonché direttore del servizio per la cura delle dipendenze della Asl di Pescara; e i due imprenditori dello spettacolo, Andrea Cipolla e Cristian Summa. Coinvolti nell'inchiesta anche la funzionaria della Asl, Leila Colucci, e altri titolari di società come Gianfranco Berardinelli (socio di Cipolla), Alessandro Michetti, promoter musicale e amministratore della «Elitr agency group», oltre ad altri personaggi che poi vennero tirati fuori dall'inchiesta che era condotta dal pm Luca Sciarretta e che aveva visto in primo piano, impegnati nelle delicate indagini, gli uomini della guardia di finanza del colonnello Luca Lauro. Una inchiesta che era partita oltre un anno prima e che riguardava l'assegnazione dei concerti sempre ai due imprenditori arrestati e con una corsia preferenziale. Tutto in cambio di soldi che, secondo l'accusa, Cuzzi avrebbe utilizzato per le sue campagne elettorali del 2019 in Regione e al Comune. «Le delibere esaminate», scrisse il gip nella misura cautelare, «non sono mera espressione di illegittima gestione degli appalti, ma sono il mezzo attraverso il quale Cuzzi otteneva da Cipolla somme di denaro, finanziamenti e contributi elettorali illeciti». (m.c.)

