L’inchiesta sull’ospedale Covid: cinque indagati tra Asl e impresa

29 Ottobre 2021

Sono l’imprenditore lancianese Antonio Colasante con due collaboratori e due funzionari pubblici Ieri carabinieri forestali e finanzieri negli uffici di Comune e Azienda sanitaria a caccia di documenti 

PESCARA. La procura di Pescara imprime un’accelerazione all’inchiesta sulla realizzazione dell’ospedale Covid, la struttura nata nella fase più critica dell’emergenza da pandemia, e spedisce i carabinieri forestali e le Fiamme gialle alla Asl e al Comune. L’ipotesi di reato, contestata a cinque indagati, è turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
GLI INDAGATI I lavori per la realizzazione del Covid Hospital vennero assegnati alla Omnia Servitia srl dell'imprenditore lancianese Antonio Colasante con una procedura d’urgenza. Insieme all’imprenditore risultano indagati anche due suoi collaboratori, Roberto De Vincentiis e Quirino Di Crescenzo, oltre a due funzionari della Asl di Pescara, Luigi Lauriola e Antonio Busich.
PERQUISIZIONe e gara Il decreto di perquisizione firmato dai sostituti Anna Benigni e Luca Sciarretta, eseguito ieri mattina dagli investigatori, tende ad acquisire ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti relativi all’assegnazione della gara “Progetto Covid Hospital” indetta con la determina n. 50 del 12 aprile 2020 dell’Aric, «che faceva ricorso alla procedura», come si legge nel capo di imputazione, «senza previa pubblicazione del bando di gara in forza dell’art.3 dell’ordinanza del capo Dipartimento di Protezione civile (che permette alle stazioni appaltanti l’utilizzo della procedura d’urgenza), al fine di accelerare la procedura di scelta del contraente e avviare, per ragioni di estrema urgenza a tutela della salute e dell’ambiente, gli interventi infrastrutturali di cui alla medesima ordinanza), così assicurandone l’aggiudicazione in favore della Omnia Servitia srl, società riconducibile ad Antonio Colasante».
PROGETTo e appalto Ma il vero problema, sarebbe legato allo «studio di fattibilità tecnico-economico elaborato dalla Asl di Pescara - ufficio progettazione e nuove realizzazioni - posto alla base della procedura negoziata». Sta di fatto che, secondo la procura e non solo (ci sarebbe anche un anonimo molto ben informato), quel progetto che avrebbe dovuto realizzare la Asl sarebbe stato in effetti confezionato dalla Omnia Servitia e spedito alla Asl, qualche giorno prima dell’aggiudicazione della gara all’imprenditore lancianese. L’appalto, poi, venne assegnato alla Omnia «in base al criterio del prezzo, con un ribasso del 29,57%, ribasso che veniva recuperato nella misura del 18% circa grazie a lavori supplementari affidati alla medesima società». E qui il riferimento è alla variante in corso d’opera che avrebbe fatto salire il costo di circa un milione e mezzo di euro.
CACCIA ALLE MAIL Adesso la procura è a caccia di quelle mail e di ogni altro elemento utile che potrebbe uscire dai supporti informatici (computer e cellulari) in possesso di Antonio Busich, direttore dei servizi manutentivi della Asl. La procura ha disposto anche l’acquisizione della Cila depositata in Comune per i lavori al Covid Hospital, prevista dalla norma. Ma di questo documento, finanzieri e carabinieri ieri non hanno trovato traccia negli uffici preposti dell’amministrazione comunale. A questo si aggiunge anche un’altra disposizione che i magistrati hanno impartito agli investigatori e che riguarda l’esposto che il pentastellato Domenico Pettinari presentò in procura ad agosto 2020 e che riguardava l’amianto presente nel vecchio padiglione che doveva essere riqualificato per far posto al Covid Hospital. Tantoè vero che nel decreto di esibizione presso la Asl, i magistrati hanno chiesto di acquisire tutta la documentazione relativa agli ascensori del Covid Hospital; la relazione di vulnerabilità sismica; i verbali di ispezione redatti dai tecnici della prevenzione dell'ambiente all’interno della palazzina ex Ivap, «al fine di verificare se siano stati realizzati preventivamente i lavori di messa in sicurezza della palazzina C così come previsti nel piano di monitoraggio dell'amianto».