L’Inps applica il conguaglio Pensione di 12 euro a un anziano

Tocco da Casauria, indennità mensile a sorpresa per un anziano che normalmente riceve un assegno di circa 2.500 euro. Protesta il sindacato Spi-Cgil: non basta la comunicazione on line con codice Pin
TOCCO DA CASAURIA. Nel corso di questi primi mesi del 2018, centinaia di pensionati, recandosi in banca o negli uffici postali per riscuotere la pensione, hanno constatato come la somma accreditata fosse diminuita di svariate centinaia di euro, senza che nessuno si fosse premurato di comunicare loro la motivazione dei tagli. Va detto che, da oltre cinque anni, il pensionato non riceve più al proprio domicilio alcuna certificazione: né Cu (certificazione unica/il vecchio Cud) né l'Obis M (busta paga del pensionato) che annualmente, in precedenza, veniva spedito all'avente diritto.
«Queste informazioni, in realtà» spiega Mario Borsetti, sindacalista Spi-Cgil, «il pensionato le può cercare e scaricare dal sito Inps, attraverso la richiesta di un codice Pin che l'istituto previdenziale mette on-line. Da qui però, le comprensibili difficoltà delle persone di una certa età a districarsi col personal computer e con il collegamento internet. Il caso più clamoroso che si rileva è quello capitato a un pensionato, residente in un centro della Val Pescara, che si è visto accreditare, sul conto corrente, per l'ultimo mese di spettanza, la "stratosferica" somma di 12,74 euro in luogo di quella mensile consistente in 2 mila 541,67 euro (comprensiva anche della pensione di reversibilità della coniuge). In pratica, con un conguaglio di 2 mila 528,93 euro. A fronte di una tale situazione, che pone l'interessato nella impossibilità di far fronte alla propria sussistenza, sono scattate le rimostranze del pensionato e di chi lo assiste nelle pratiche di consulenza. Del resto, non p difficile comprendere quanto sia difficile anche solo immaginare porter vivere un mese con una disponibilità di poco superiore ai 12 euro. «Sarebbe stato opportuno e soprattutto necessario che l'istituto di previdenza avesse comunicato che ci sarebbe stato un conguaglio, avvertendo anche della somma che sarebbe stata trattenuta, con largo anticipo rispetto al saldo», rimarca Borsetti. «Perché non c'è stata questa comunicazione di certo indispensabile per tranquillizzare soprattutto gli assistiti di età più avanzata?» si chiede il pensionato. «L'Inps avrebbe anche potuto applicare una aliquota superiore per la trattenuta mensile, in modo da non costringere il pensionato a compilare la dichiarazione dei redditi, o anche proporre una dilazione o una rateizzazione delle somme da trattenere, ovviamente con i dovuti interessi». Ma ora la dura realtà è questa. Pensionato e sindacalista, a fronte di quanto si è verificato, non possono fare altro che «diffidare l'istituto di previdenza a reiterare detti comportamenti» e invocano do «ripristinare il rispetto delle persone, che troppo spesso vengono considerate soltanto numeri da casellario».
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