L’Inps avverte: «Attenti ai falsi ispettori»

Segnalati casi di corrieri fasulli che chiedono i dati bancari per presunti rimborsi. Ecco come non cadere in trappola
PESCARA. L’elenco è lungo: dal finto funzionario dell’Inps o dell’Agenzia delle entrate, all’addetto delle Poste che chiede di controllare il libretto della pensione; dal tecnico di acqua, luce, gas che si intrufola in casa col pretesto della lettura dei contatori, o per verificare se si effettua la raccolta differenziata, dalle false assistenti sociali. Le truffe ai danni dei cittadini anziani non conoscono sosta, ma d’estate di intensificano, forse perché, proprio durante la bella stagione, gli anziani sono ancora più soli che in altri periodi dell’anno.
L’INPS. Quest’anno, poi, alla lunga sequela di truffatori si sono aggiunti anche sedicenti ispettori Inps e falsi corrieri express che si recano in casa di anziani dicendo di dover acquisire dati bancari per spedire rimborsi, o di dover recapitare pacchi da parte dell’istituto.
Niente di più falso, avverte l’Inps, e nulla di più assurdo, visto che l’istituto di previdenza che eroga mensilmente la pensione, è già in possesso dei dati per poter accreditare eventuali rimborsi. E non si è mai sentito che l’Inps spedisca pacchi a casa dei pensionati. Su internet, per gli anziani che sono in grado di “navigare”, ci sono gli hashtag #AttentiAlleTruffe e #NonSieteSoli, dai quali attingere notizie.
CI VUOLE FANTASIA. La truffa non è una nobile arte, ma richiede un certo grado di fantasia. Sul sito della Polizia di Stato e dei Carabinieri ci sono delle sezioni dedicate alla prevenzione, ma molti anziani non riescono ad accedere alle informazioni perché non hanno dimestichezza con il mezzo elettronico. Sarebbe bello se i nipoti, che sono più avvezzi alla navigazione, nel tempo libero si mettessero col nonno davanti al pc aiutandolo a collegarsi ai siti delle forze dell’ordine dove si trovano tutti i consigli per evitare i “pacchi”.
IN CASA. C’è il finto funzionario del catasto che sostiene di dover prendere le misure dell’appartamento, o la dottoressa della Asl che si reca in visita domiciliare per “controllare” la salute del nonnino. Ultimamente, in giro ci sono anche truffatori che si spacciano per avvocati o amici di un parente che sostengono si trovi in difficoltà, tanto da mandarli a chiedere aiuto. In genere, l’aiuto richiesto è sempre di natura economica. Inutile dire che non bisogna consegnare denaro a chi si presenta con questo pedigree, neanche se lo fa a nome di un parente.
IL FINTO AGENTE. È un po’ più articolata la truffa in voga in questo periodo. Il copione prevede che un truffatore vestito con una divisa di una qualsiasi delle forze dell’ordine bussi in casa con il pretesto di restituire un oggetto che si presume sia stato rubato da quell’abitazione.
L’anziano viene convinto a verificare se il furto sia avvenuto davvero, mentre il truffatore ripulisce i cassetti dei preziosi. I poliziotti e i carabinieri veri hanno un tesserino di riconoscimento. In ogni caso, prima di aprire la porta si può chiamare il comando e chiedere se, effettivamente, un agente è stato inviato al proprio domicilio e per quale motivo. In genere, appena si pronuncia la frase «attenda un attimo, sto chiamando il comando, non le dispiace vero...» il truffatore scompare ben prima che arrivi la pattuglia. Quella vera. «Non abbiate timore», dicono le forze dell’ordine, «a chiamarci».
ASSISTENTI PER NON VEDENTI. Suonano a un campanello a caso, spacciandosi per volontari di associazioni che aiutano non vendenti, e chiedono se nel palazzo risiedono persone prive della vista. Se fossero realmente chi dicono di essere di essere, non avrebbero bisogno di attingere questa informazione dai condomini. L’approccio serve solo a carpire il nome del disabile, in maniera da poter suonare al suo campanello. Anche in questo caso, basta la parolina magica “carabinieri”, o “polizia” a farli dileguare. Non impressionatevi se dicono di essere delle brave persone. Se lo fossero resterebbero fino all’arrivo della pattuglia per farsi identificare, invece di fuggire a gambe levate.

