L’Inps corre ai ripari e rivede le regole per avere i 600 euro

Accesso diversificato tra patronati, consulenti e privati Sulla piattaforma indispensabili Pin semplificato e codice
PESCARA. Sembra quasi “The day after”, il film catastrofico degli anni ‘80: invece è solo il giorno dopo il tilt del sito Inps, preso d’assalto da chi cercava di inoltrare la domanda per il bonus Coronavirus di 600 euro. Dopo il caos del primo giorno, tra le accuse agli hacker e altre scuse varie, l’Inps cerca di mettere riparo e lo fa provando a dare un ordine agli accessi al sito. Così, ieri mattina è stato garantito il collegamento alla piattaforma, dalle 8 alle 16, soltanto ai patronati e ai consulenti del lavoro. E le domande, secondo l’Istituto di previdenza, sono schizzate subito a quota un milione e mezzo, con un ritmo di 60-70 mila arrivate ogni ora.
Anche ieri, nonostante la toppa messa in fretta e furia, i disagi si sono fatti sentire pesantemente. Chi ha tentato di collegarsi, da privato cittadino, nel turno riservato dalle 16 fino alle 8 del mattino ha avuto comunque grossi problemi. Il sito permetteva di accedere con il proprio Pin personale, ma non di arrivare alla pagina dedicata al bonus, che accoglieva i visitatori con uno scoraggiante avviso di "servizio non disponibile".
Il presidente dell’Inps, comunque rassicura: tutti gli aventi diritto avranno la possibilità di accedere al bonus, senza graduatorie date dall’ordine cronologico di arrivo delle domande.
Comunque, da ieri mattina, i servizi online saranno disponibili in maniera differenziata: dalle 8 alle 16 potranno accedere i patronati e gli intermediari. Al termine di questo periodo, potranno accedere al sito www.inps.it anche i privati cittadini, sempre utilizzando il Pin semplificato, il codice Spid, la numero della propria carta d’identità elettronica 3.0 oppure della propria carta dei servizi. Sperando che questa volta il sito sia finalmente accessibile e veloce. (s.d.n.)
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