«L’investitore consapevole del suo gesto»

14 Settembre 2022

L’indagato ha avuto visite psichiatriche. In passato cameriere, ora percepiva il reddito di cittadinanza

LANCIANO. Si è chiuso in se stesso Emanuele Travaglini, il 28enne di Casoli rinchiuso nel carcere di Lanciano con l’accusa di tentato omicidio. Dopo essersi consegnato ai carabinieri, il giovane non ha dato alcuna spiegazione del perché, ieri mattina, si è messo al volante di un’auto e ha investito volontariamente due persone lungo il Corso di Lanciano. Nelle prossime ore avrà modo di fornire la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa. Il 28enne, incensurato, pare che abbia vissuto alcuni anni a Pescara e sia tornato da poco a Casoli.
«È stato pienamente cosciente di quanto accaduto», ha precisato il maggiore dei carabinieri Fabio Vittorini con accanto il tenente Giuseppe Nestola. «Non ha collegamenti con le persone investite, non le conosceva. Nel passato recente, sembra che abbia fatto alcune visite mediche, ma ha una regolare patente di guida».
Appena maggiorenne, Travaglini aveva lavorato come cameriere. Attualmente percepisce il reddito di cittadinanza. Sono in pochi a conoscerlo a Casoli, in contrada Guarenna, dove vive. E quei pochi lo descrivono come una persona «colta, schiva, riservata, che non usciva quasi mai e non era inserita nel tessuto sociale casolano, avendo vissuto fuori».
Chi a Lanciano nella sua folle corsa è riuscito a vederlo in volto lo ha descritto come un giovane dallo sguardo perso nel vuoto. Al momento, l’indagato è difeso dall’avvocato d’ufficio Alessandro Di Martino. (t.d.r.)