L’inviato di Striscia aggredito a Rancitelli

27 Settembre 2019

Brumotti filma i carabinieri durante un arresto al Ferro di cavallo e scoppia il parapiglia. Ferito un giornalista della troupe

PESCARA. L'inviato di Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti, arriva al "Ferro di cavallo" in sella all’inseparabile bicicletta, accompagnato dalla sua troupe. E tra le case popolari di via Tavo, a Rancitelli, si scatena il finimondo: il gruppo viene aggredito e uno dei giornalisti che era con Brumotti, un 34enne di Sapri, finisce in ospedale, dove viene giudicato guaribile in 15 giorni e poi dimesso.
È accaduto tutto intorno alle 15.30 di ieri, quando c’è stata l’incursione di Brumotti, accompagnato da alcuni operatori con le telecamere in mano, grandi e piccolo.
Il suo arrivo in città, per raccontare il degrado del quartiere, avviene negli stessi istanti in cui negli alloggi Ater è in corso un blitz dei carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dal colonnello Massimiliano Di Pietro, che stanno effettuando delle perquisizioni, culminate nel ritrovamento di droga e nell'arresto di una donna che nasconde eroina, cocaina e altro. Brumotti assiste all'arresto, e ovviamente anche chi sta facendo le riprese con lui. Ed è a quel punto che c’è una sollevazione generale dei residenti, contrari alla presenza delle telecamere. La folla si riversa in strada, su via Tavo, inseguendo la troupe, mentre telecamere e telefonini immortalano i momenti di tensione. L'atmosfera si fa incandescente, come dimostra un video diventato virale: urla, schiaffi e spintoni partono indistintamente da donne e uomini nel tentativo di far abbassare o spegnere le telecamere, con uno degli operatori che è costretto a trovare rifugio in macchina, presa a calci dai residenti. Il tutto mentre i carabinieri cercano di mettere in sicurezza la troupe di Brumotti, insieme alle pattuglie della squadra volante già presenti in zona e al personale del Reparto prevenzione crimine, accorso con la polizia municipale. Brumotti, di scuro vestito, cerca di tranquillizzare gli animi fino a quando le forze dell’ordine riportano la situazione alla normalità.
Un episodio simile è accaduto a febbraio quando una troupe di Rai2, composta dal giornalista Daniele Piervincenzi e da due colleghi, è stata aggredita dai residenti che non hanno gradito, come ieri, la presenza di telecamere nel fortino di Rancitelli. In quella occasione stavano preparando un servizio per la trasmissione “Popolo sovrano” e anche allora le immagini dell’aggressione hanno fatto il giro dell’Italia. Nel giro di poco i due aggressori furono identificati dalla polizia e denunciati e uno dei due, Jhonny Di Pietrantonio, è stato sottoposto all’obbligo di dimora.
Il presidente del comitato “Per una nuova Rancitelli”, Francesca Di Credico sbotta: «Questo modo di fare giornalismo è il peggiore per affrontare i problemi del quartiere che ha bisogno di telecamere sì, ma di videosorveglianza sulle strade. Siamo stanchi di essere dati in pasto alla stampa, di essere stigmatizzati da una società che non capisce i nostri disagi e da una classe politica che non interviene». Dopo il parapiglia di ieri il vice presidente del consiglio regionale del M5s Domenico Pettinari è tornato a chiedere un posto fisso di polizia anche a Rancitelli, dopo quello istituito dal Comune al terminal bus della stazione. «È accaduto qualcosa di grave, anzi gravissimo», attacca Pettinari, facendo presente che la troupe «ha rischiato». E Pescara «torna sulle cronache nazionali per un altro atto di ferocia che testimonia l’abbandono dei territori dalla parte della politica e degli organi preposti al controllo. A Rancitelli», aggiunge, «va istituito un posto di polizia fisso se si vuole davvero risolvere il problema della criminalità». E ritira fuori il suo cavallo di battaglia: «Bisogna far intervenire l’esercito e la Compagnia intervento operativo (Cio) dei carabinieri, prima possibile».