L’ira dei commercianti: «A cosa servono i lavori?»

Negozianti impegnati a difendere le proprie attività con passerelle e paratìe: «Pedane messe in ritardo e tombini aperti solo dopo il temporale: uno scandalo»
PESCARA. Dopo la bomba d’acqua di ieri mattina, arrivano le proteste dei commercianti di via Pepe e via Marconi, che alzano la voce: «È uno scandalo. Ci siamo allagati come sempre. Malgrado sei mesi di cantiere che hanno penalizzato le nostre attività e dopo i lavori ai Fossi Bardet, evidentemente fatti male, le strade di Porta Nuova sono di nuovo un fiume di acqua e fango», dicono unanimi, dopo aver immortalato i disagi con i video sui cellulari, postati sui social. «Possibile che nessuno al Comune abbia previsto un acquazzone e un ennesimo allagamento? Sono state attivate le pompe? Ma ci sono?», si domanda il tabaccaio di viale Marconi, Antonio Di Francesco, «qui, si è allagato l’incrocio con via Pepe, lungo la strada che porta allo stadio, dove hanno ultimato i lavori. L’acqua rischia di entrare nei negozi, ma eventuali danni chi li paga? Sindaco e assessore avevano promesso di risolvere definitivamente il problema, invece è un fiume d’acqua dentro le transenne del cantiere ancora aperto e il fogliame secco invade i marciapiedi. I colleghi esercenti si sono barricati dentro, dai portoni la gente esce con gli stivali attraversando pedane improvvisate. È incredibile quanto successo oggi, è scandaloso. Malgrado le attività commerciali siano state penalizzate per mesi dai cantieri e realizzati i lavori ai Fossi, disagi come sempre. Un fiume d’acqua anche nella zona dell’ospedale dove sono passato in bici, con le ginocchia affogate». La rabbia monta anche da Cipollone sport, articoli sportivi al civico 13 di via Pepe, dove i titolari sono abituati da anni all’emergenza allagamenti a Porta Nuova e sono ben attrezzati per fronteggiarla: «Siamo riusciti a non far entrare acqua in negozio, una quarantina di centimetri all’esterno, sulla strada, solo perché l’abbiamo fermata con le paratìe di alluminio e siamo pronti ad attivare le pompe idrovore in caso di necessità», rivela Rocco Cipollone che gestisce il negozio con i fratelli Carlo e Renzo, «ma la situazione è critica: dopo i lavori ai Fossi, siamo ancora alle prese con gli allagamenti, come nella migliore tradizione di Porta Nuova. In una zona così critica non bisogna aspettare che si allaghi per mettere le passerelle», come poi avvenuto, «con l’intervento degli operai dell’Aca che hanno aperto i tombini e creato passaggi pedonali. La nostra è la zona con maggiore criticità, l’acqua piovana scende dalla collina e ci invade trascinando il fango a valle. I livelli fanno paura perché si alzano improvvisamente, ricoprendo le strade. Durante i lavori, con i cantieri che rendevano inaccessibili gli ingressi alla clientela, ci hanno detto di fidarci. Ci siamo fidati, ed ecco il risultato», chiude l’esercente.
«Arrabbiato, rassegnato e stanco», è l’umore di Massimiliano Di Fabio, parrucchieri e bar Max tra viale Marconi e viale Pepe, «abbiamo lavorato pochissimo, pochi clienti sono riusciti ad attraversare il fiume di acqua e fango. Fuori dal locale, che abbiamo protetto con le paratìe come facciamo da anni, c’era una quindicina di centimetri d’acqua. O la gente indossa gli stivali in queste circostanze o non riesce a entrare. Siamo stanchi, gli interventi vengano fatti da persone competenti, ci sono voluti quattro mesi per fare una fogna e la zona si è allagata lo stesso. Solo le multe per i tavoli all’esterno ci arrivano regolarmente».

