L’ira di Diodati l’escluso «Anche il Pd mi ha tradito»

25 Agosto 2017

L’ex assessore si sfoga sulla sua pagina Facebook e preannuncia altre iniziative «La città nelle mani di un sindaco e una classe dirigente che brancolano nel buio»

PESCARA. Giuliano Diodati, anche ieri, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. L’ex assessore al bilancio, defenestrato dal sindaco per far posto a Gianni Teodoro, però ha preannunciato una conferenza stampa di fuoco, che dovrebbe essere convocata oggi, in cui dovrebbe annunciare qualche iniziativa.
Ma già una prima anticipazione di ciò che dirà oggi è apparsa sul suo profilo Facebook nella tarda notte di mercoledì scorso, il giorno in cui è venuto a sapere dell’ennesimo dietrofront di Alessandrini e che era stato scelto di nuovo come capro espiatorio, cioè l’assessore da sacrificare. Ed ecco il suo sfogo su Facebook, dove non risparmia critiche al sindaco e al suo partito, il Pd, che ha gestito l’intera operazione di rimpasto in giunta. Tanti i commenti di solidarietà comparsi sul suo profilo.
«Il mio percorso in Comune», si legge, «si è concluso oggi (mercoledì, ndr) nel peggiore dei modi. L’epilogo al termine dell’ennesimo incontro con il sindaco Alessandrini e con un partito malato di una schizofrenia ormai sotto gli occhi di tutti». «In questi anni», scrive l’ex assessore, «dopo essere stato eletto dal popolo, ho cercato di amministrare con serietà, dedizione, passione per Pescara, ascoltando tutti i cittadini senza mai risparmiarmi». «Credo», fa presente, «di aver dimostrato capacità di governo con obiettivi chiari, azioni mirate e numeri per spiegare concretamente i risultati ottenuti. Un politico deve rendere conto dei risultati delle sue azioni. Noi stiamo assistendo ad un esempio di abdicazione della politica, in cui si sta confondendo il ruolo del tecnico con quello politico. L’organo collegiale di governo, cioè la giunta, secondo la logica e il principio di democrazia, deve essere formata con persone elette dal popolo. Ma per il Pd non conta essere stati eletti, né contano serietà, lavoro e concretezza dei risultati, a questo partito non interessa la parola democrazia, cioè governo voluto dal popolo».
«Questo», prosegue, «è un partito di forte contraddizione, che sta guidando una grossa macchina con migliaia di passeggeri che oggi, più che mai, hanno assoluta necessità di sentire che il volante è saldamente nelle mani di qualcuno che sa quello che fa. Questa città è, purtroppo, nelle mani di un sindaco e di una classe dirigente che ben poco riconoscono al popolo e che brancolano nel buio».
«La stessa dirigenza che mi ha buttato fuori indegnamente, dando uno schiaffo a tutti coloro che in questi due anni e mezzo hanno condiviso e avviato insieme a me progetti utili alla città». «In questo momento», conclude, «si alternano sentimenti di amarezza e rabbia; dopo i giorni dell’illusione e delle polemiche speravo di poter proseguire il mio lavoro. Lavoro oggi interrotto bruscamente contro gli interessi di Pescara. Questa decisione avrà sicuramente delle conseguenze e non lascerà indifferenti coloro che con me hanno cercato di portare avanti gli ideali di democrazia e di rispetto dei cittadini».
Solidarietà all’ex assessore è stata espressa su Facebook anche dalla consigliera Tiziana Di Giampietro che, insieme a Diodati, fa parte del gruppo dei dimatteiani: «Sono convinta che il guadagno di una piccola percentuale di voti sarà vanificata da una grossa percentuale di cittadini, che non approvano questo ennesimo e immotivato avvicendarsi nella giunta». (a.ben.)
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