L’Ironman lascia Pescara, sceglie Cervia

Motivi economici all’origine del divorzio: la richiesta della società al Comune sarebbe passata da 25mila a 150mila euro
PESCARA. Pescara perde Ironman. La decisione, già nell’aria da alcuni mesi, è stata ufficializzata ieri mattina attraverso un comunicato con cui l’azienda del triathlon ha annunciato di aver rimpiazzato la città abruzzese con Cervia, dove ha dato appuntamento a tutti gli appassionati per il 22 settembre. Un duro colpo, per lo sport ma soprattutto per l’indotto: si parla di un giro di almeno 6mila persone, tra atleti, famiglie e sponsor provenienti da tutto il mondo, che la manifestazione è riuscita a portare in città, durante tutte le 8 edizioni pescaresi. All’origine del divorzio sembrano esserci motivi economici: da quando la proprietà di Ironman è diventata cinese, acquistata nel 2015 dal gruppo Delian Wanda di Wang Jianlin, dalla World Triathlon Corporation, società statunitense con sede in Florida a Tampa, la richiesta è arrivata a toccare i 150mila euro, a dispetto dei 25mila pagati fino a quel momento dall’amministrazione comunale. Una pretesa troppo onerosa per le casse comunali a cui, qualcuno dice che si sarebbe potuto ovviare coinvolgendo altre istituzioni cittadine. Ma dopo un lungo silenzio, dopo la sollecitazione del Comune a metà febbraio, la risposta è stato il lapidario comunicato diffuso ieri mattina con cui è stata annunciata l’interruzione del rapporto.
«Non solo siamo rimasti perplessi dall’atteggiamento di Ironman, ma ci sentiamo danneggiati», commenta l’assessore allo sport Marco Presutti, «Pescara è la città che nel 2011 ha aperto le porte dell'Italia a questo grande evento e non accetta un trattamento simile». Dure le parole del neo consigliere regionale di Fratelli d’Italia Guerino Testa: «È assurdo come il Pd sia riuscito a farsi scippare, dalla lungimirante Emilia-Romagna, l’unico evento di respiro internazionale che aveva la città, di cui rivendico la paternità. L’abbiamo ottenuto nel 2011 quando ero presidente della Provincia e l’ottima riuscita della prima edizione ci aveva fatto strappare l’accordo fino al 2017». E Berardino Fiorilli di Azione Politica: «L’amministrazione Alessandrini ha perso l’unico evento sportivo internazionale dopo che la manifestazione ha dovuto fare i conti con mille difficoltà: un anno gli atleti hanno dovuto nuotare nel mare sporco, quello successivo si è deciso di spostarla sul lungomare sud, rivelatosi inadeguato». Delusi gli sportivi: «Si pagano le scelte politiche», afferma Riccardo Pisano, atleta di Proget Ultraman, «la crisi si è aperta due anni fa, quando fu negata l’autorizzazione per l'Ironman completo. Non credo lo recupereremo». Dello stesso avviso Domenico D'Onofrio, Runners Pescara: «È una grande perdita». E Mauro Trubiano, presidente dell’associazione Passo Logico conclude: «Purtroppo non tutta la città vedeva di buon occhio Ironman. Molti si lamentavano per il disagio del lungomare chiuso. Un’altra occasione persa».

