L’irritazione di Forza Italia: «La Lega gioca allo sfascio»

CHIETI. «Un gioco allo sfascio, quello della Lega». Non ha fatto polemiche Mauro Febbo, almeno pubblicamente, ma l’assessore disarcionato ha confidato ai suoi più stretti collaboratori tutto il suo...
CHIETI. «Un gioco allo sfascio, quello della Lega». Non ha fatto polemiche Mauro Febbo, almeno pubblicamente, ma l’assessore disarcionato ha confidato ai suoi più stretti collaboratori tutto il suo malumore, mettendo nel mirino il coordinatore dei salviniani, Luigi D’Eramo, artefice della rimozione. Le uniche dichiarazioni ufficiali Febbo le ha inserite in una nota diffusa a mezz’ora di distanza da quella inviata dal presidente della Regione, Marsilio. «Dieci mesi fa», sottolinea l’ormai ex assessore alle Attività produttive, «quando comunicai a tutti i livelli la mia decisione di assumere una posizione elettorale civica nella mia città avevo tenuto conto che mettevo in discussione anche le mie ambizioni personali nell’interesse unico di Chieti. I fatti e il risultato elettorale mi hanno dato ragione, quello che mi rammarica è che di fronte alle conseguenze di una pandemia che sta colpendo il sistema sanitario nazionale, e mondiale, ed economico, regionale, nazione e mondiale, ci si concentrasse su queste problematiche e su come intervenire. Ne prendo atto e con serenità andrò a ricoprire il ruolo di presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, garantendo il mio impegno nell’interesse del nostro Abruzzo e della sua comunità».
Forza Italia, con il suo coordinatore regionale, il senatore Nazario Pagano, si è dichiarata contro la decisione di Marsilio. «La decisione», sottolinea il leader azzurro in Abruzzo, «non può essere condivisa da Forza Italia. Si dovrebbe semmai riflettere collegialmente sulle scelte fatte in occasione delle recenti elezioni amministrative, dove gli errori di valutazione sono stati molteplici e di tanti. Basta guardare ai risultati del primo turno o alla contrarietà agli apparentamenti al ballottaggio, che venivano auspicati da Forza Italia e dallo stesso presidente Marsilio. Bisogna analizzare insieme gli errori fatti e cercare le vie per una ribadita e più forte coesione. Evitando rinnovati scontri che non sono utili all’azione amministrativa ma che insieme dobbiamo portare avanti al servizio dei cittadini. E l’assessore Febbo anche da questo punto di vista è una risorsa essenziale nel governo della Regione Abruzzo. Con lealtà, ma anche con fermezza, rappresenteremo questa posizione di Forza Italia al presidente Marsilio e alla coalizione, confermando stima e sostegno per l’assessore Febbo».
E mentre Maurizio Acerbo di Rifondazione comunista esprime solidarietà a Febbo, le opposizioni in Regione vanno all’attacco del centrodestra. «La maggioranza Marsilio si è arresa ai diktat della Lega e dopo alcune settimane di stancheggio, sono arrivate puntuali le rese dei conti, per i tradimenti e le divisioni elettorali», sottolineano il capogruppo Pd in consiglio regionale, Silvio Paolucci, e il segretario regionale Pd, Michele Fina, «toccando il sensibilissimo assessorato alle Attività produttive dato il momento. Questa la priorità del governo regionale, in piena seconda emergenza epidemica».
E se il deputato di Italia Viva, Camillo D’Alessandro, parla di «fallimento», il capogruppo dei 5 Stelle in Regione, Sara Marcozzi, stigmatizza il comportamento degli ex alleati al governo nazionale: «La rimozione di Febbo è la conclusione di giochi di poltrone già visti. Un autentico regolamento di conti interno in perfetto stile western nello scenario di Regione Abruzzo, costantemente svilita e calpestata da Lega, Fratelli d'Italia e FI per interessi campanilistici legati alle elezioni amministrative. È sempre più evidente come la giunta Marsilio ponga come primo obiettivo, e forse unico, quello di difendere gli interessi dei singoli partiti nell’incessante ricerca di un precario e inarrivabile equilibrio in maggioranza». (r.rs.)

