L’Oasi lago di Penne festeggia 30 anni di vita
Lunedì convegno sui risultati della Riserva. Il direttore: «Oggi esportiamo prodotti e creiamo lavoro»
PENNE. Trent'anni fa, il 29 maggio del 1987, la Regione Abruzzo approvò la legge regionale numero 26 ed istituì la Riserva naturale regionale Lago di Penne. Da allora un lungo percorso ricco di risultati nel campo della conservazione, della conoscenza e della valorizzazione del territorio ha determinato l’affermazione della Riserva di Penne in ambito abruzzese e nazionale.
I progetti legati alla “green economy” nell’area protetta hanno favorito nel corso del tempo la costituzione di ben 8 cooperative che insieme, in un lavoro di squadra, hanno determinato una rete, unica in Italia, di occupazione responsabile, rinnovabile e partecipata. Lunedì prossimo alle 17, nella sala consiliare del Comune di Penne sarà festeggiata con un convegno la Riserva pennese con i suoi risultati. All'incontro, oltre all'assessore regionale ai Parchi Donato Di Matteo, interverranno: i sindaci di Penne Mario Semproni, di Farindola Ilario Lacchetta e di Montebello di Bertona Venanzio Fidanza, Luciana Di Pierdomenico commissario del Consorzio di Bonifica Centro; il direttore della Riserva Fernando Di Fabrizio, Antonio Canu del Wwf Oasi Roma e Cristina Ugolini di Labirinto Coop. «Il progetto della Riserva ha avuto diverse fasi», racconta il direttore Di Fabrizio: «Inizialmente è stato un progetto di conservazione ed è stata data importanza alla tutela ambientale. Nel secondo decennio si è tentato di rafforzare la green economy e un turismo responsabile, mentre negli ultimi dieci anni sono nate tutte attività legate a una filiera ampia, come ad esempio il progetto Terre dell’Oasi, che esporta i nostri prodotti in tutta Italia, soprattutto nel circuito delle Coop. Oggi abbiamo un sistema da 8 cooperative per un totale di 50 persone impegnate».
«La problematica più grande affrontata in questi anni», osserva poi il direttore, «è stata l’inciviltà umana, ma mi sento anche di dire che i problemi meteo di questo inverno hanno segnato la nostra Riserva. In questi 30 anni di attività abbiamo portato ad approvazione 4 Piani di assetto naturalistico, un vero record a livello regionale. In ultimo mi sento di parlare della nostra esperienza di accoglienza all’interno della struttura del Lapiss. Un’esperienza che ci ha fatto toccare con mano che cosa significa vivere in determinate aree, ma soprattutto, aldilà di tutto, ci ha fatto capire che a prescindere dal colore della pelle e dalle differenze siamo tutti esseri umani».
Francesco Bellante
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