L’odissea di un ragazzo disabile

Volontario racconta i disagi di un 14enne che va a scuola e deve curarsi a Pescara
PESCARA. Mancano i mezzi di trasporto comunali e un ragazzino disabile di 14 anni, che risiede con la famiglia a Villanova di Cepagatti, vive la sua odissea quotidiana ogni volta che deve andare a fare le terapie riabilitative al don Orione e alla Fondazione Paolo VI di Pescara.
Un viaggio di neppure una quindicina di chilometri che per il bimbo «diventa un incubo». A raccontarlo è Marco Neri, un volontario dell'associazione pescarese Parco della Speranza, diretta da Giancarlo Carpiani, che si sta occupando del caso. «Due volte a settimana» spiega Neri «il bimbo, in carrozzella, deve prendere un autobus che lo porta da Villanova a Pescara. I genitori non possono accompagnarlo sempre perché lavorano e sono costretti a chiedere il favore, ricompensato, a qualche conoscente per non far restare da solo il ragazzino. Alle 9 del mattino, l'adolescente si reca alla fermata del bus col suo accompagnatore e aspetta sotto la pioggia, il solleone o la neve perché la fermata, vicino alla chiesa di San Nicola, in via D'Annunzio, non è dotata di pensilina. A questo si aggiunge la difficoltà di salire su un mezzo pubblico senza l'elevatore. Quindi il ragazzo viene sollevato dal suo accompagnatore per riuscire a salire sul bus. Una volta arrivati a Pescara, al capolinea della stazione ferroviaria, l'operazione deve essere ripetuta per fare scendere il ragazzo dal mezzo pubblico. E non è finita. Perché, per raggiungere gli istituti riabilitativi, il ragazzo e il suo accompagnatore devono cambiare anche la linea del bus. Una situazione che provoca un forte stress psicologico e fisico al ragazzino che deve assentarsi da scuola, due volte a settimana, per fare le terapie e ai genitori che talvolta sono costretti a saltare la giornata di lavoro oppure a pagare qualcuno che si occupi di portare il figlio alle cure al mattino e poi andarlo a riprendere il pomeriggio, alle 16, per riportarlo a casa».
La famiglia ha chiesto più volte l'aiuto al Comune di Cepagatti. «I genitori» prosegue Neri «hanno chiesto più volte all'amministrazione comunale un mezzo di trasporto per garantire il servizio di accompagnamento, anche perché nella zona ci sono altri bambini che vivono gli stessi problemi e, ogni settimana, devono a loro volta recarsi a Pescara per seguire la riabilitazione all'istituto Don Orione, in via Aterno, e alla Fondazione Paolo VI, a Portanuova. Ma non hanno mai avuto risposte». (c.co.)
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