L’Officina musicale interpreta i Pink Floyd a Campo Imperatore

12 Agosto 2016

CASTEL DEL MONTE. Ai limiti dell'azzardo. Il luogo sembra quello meno adatto, il vasto altipiano di Campo Imperatore a 1.600 metri di altitudine. E forse farà storcere il naso ai nostalgici della...

CASTEL DEL MONTE. Ai limiti dell'azzardo. Il luogo sembra quello meno adatto, il vasto altipiano di Campo Imperatore a 1.600 metri di altitudine. E forse farà storcere il naso ai nostalgici della consuetudine, quelli che non concepiscono altra modalità di ascolto se non una sala da concerto. Di sicuro però quell'immenso tappeto verde cui fanno da corona le più alte cime dell'Appennino e si dispiega fino ai piedi del Gran Sasso è lo scenario perfetto per un appuntamento che si annuncia straordinario e promette di regalare emozioni a chi vuole sperimentare le suggestioni offerte dal connubio tra musica e natura. La musica è quella coinvolgente dei Pink Floyd a ribadire che per la leggendaria band britannica il tempo dei ricordi non è mai finito. Domani 13 agosto alle18, nei pressi del bivio per Fonte Vetica a Campo Imperatore, al coperto di una tecnostruttura da mille posti a sedere e attrezzata per garantire la giusta tonalità sonora, sarà di nuovo nell'aria l'essenza magica e irrazionale dei Floyd in un concerto con pezzi capolavoro che hanno fatto la storia del rock, quali “Atom Heart Mother” e “Wish You Were Here”.

Ad eseguirli l'Officina Musicale diretta da Orazio Tuccella. Quanto di più audace. Sarà l’eccellente formazione abruzzese di musica contemporanea a far risuonare i ritmi “cosmici” della chitarra di David Gilmour nelle originali versioni per orchestra da camera realizzate dal compositore inglese Mark Hamlyn. E a ben guardare, sta in questo la straordinarietà del concerto del 13 agosto a Campo Imperatore.

«Interpretare le note di brani immortali del rock con un suono classico, musicalmente è una sfida notevole», spiega il direttore dell'Officina, Orazio Tuccella. «In altre parole, ricrearne il linguaggio musicale con strumenti prevalentemente usati nel repertorio della musica classica mantenendo rigorosamente tutte le componenti fondamentali del brano, melodia, armonia e ritmo».

Una sfida che si ripresenta e per la quale l'Officina è ben allenata: già in una indimenticabile prima, il 29 gennaio 2012 all'Aquila, dei Pink Floyd ha presentato la versione per orchestra da camera di “The Dark side of the Moon”, considerato uno dei migliori album di tutti i tempi. Un successo formidabile, seguito dal tutto esaurito di due anni dopo al Parco di Villa Pamphilj a Roma.

Questa volta Tuccella si cimenterà nell'alta quota di Campo Imperatore con brani altrettanto leggendari. “Atom Heart Mother”, pubblicato nel 1970 è il primo capolavoro dei Pink Floyd, costituisce uno dei vertici del rock progressive, un vero e proprio punto di svolta nella carriera del gruppo. La band infatti con questo disco si discosterà dal rock spaziale e psichedelico degli esordi e accrescerà la sua fama. “Wish You Were Here” il 12 settembre prossimo compirà 41 anni, arrivò dopo il successo planetario di “Dark Side of the Moon” e rinnova il ricordo di Syd Barret, il visionario inventore dell'epopea dei Pink Floyd, con le note di “Shine on You Grazy Diamond” a lui dedicate.