L’omaggio di Astrid ai morti di Marcinelle

11 Giugno 2016

La principessa del Belgio, sorella di re Filippo, sarà in Abruzzo per aprire le celebrazioni in ricordo dei 262 minatori

MANOPPELLO. Quando l’esplosione nella miniera di Marcinelle, con la sua lunga scìa di morte, svelò al mondo il lato oscuro e ingiusto del civile Belgio che scambiava uomini con sacchi di carbone, la principessa Astrid non era ancora nata. Ma sarà lei, sorella del re, quinta in linea di successione al trono del Belgio, nobile dalla discreta vita borghese lontana dal gossip, grandi studi, grande impegno sociale, a portare all’Abruzzo un omaggio dell’antichissimo casato e del suo Paese, quasi una attesa richiesta di scuse, nel sessantesimo anniversario della tragedia nel Bois du Cazier, il più grande disastro minerario della storia d'Europa, in cui persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani morti asfissiati, 60 di questi erano giovani emigrati abruzzesi originari prevalentemente di Manoppello, Lettomanoppello, Turrivalignani, Farindola.

Astrid Joséphine Charlotte Fabrizia Elisabeth Paola Marie di Sassonia-Coburgo-Gotha, principessa del Belgio il prossimo primo agosto sarà all'Aurum di Pescara, ad inaugurare la mostra “1956-2016. Il bosco dei ricordi: l'altra Marcinelle”, quindi, secondo un primo programma stilato, parteciperà al convegno nella sala Flaiano “1956-2016. Marcinelle, per non dimenticare”, che si aprirà con le immagini del documentario di Giuseppe Giannotti “Marcinelle. Memorie dal sottosuolo (sequenza dei funerali delle vittime abruzzesi a Pescara)”.

La principessa Astrid, che deve il nome alla bellissima nonna, che fu regina dei belgi come consorte di Leopoldo III, vide la luce a Bruxelles il 5 giugno 1962, sorella di re Filippo e cognata della bellissima Matilde, secondogenita dunque di re Alberto II del Belgio e di Paola Ruffo di Calabria, coppia di teste coronate che negli anni Cinquanta e Sessanta riempiva le pagine dei rotocalchi rosa con storie di tradimenti e folli notti in Costa Azzurra.

Non così gli eredi, che si sono sempre tenuti lontani dai flash dei paparazzi e dalle mete alla moda. Astrid ha sposato l'arciduca Lorenzo d'Asburgo-Este, capo della casa d'Austria-Este, nipote di Carlo I d'Austria-Ungheria e di Amedeo di Savoia-Aosta. In virtù del suo matrimonio, celebrato il 22 settembre del 1984 a Bruxelles, Astrid è arciduchessa d'Austria, principessa reale d'Ungheria e di Boemia e dal 1991, a seguito dell'abolizione della legge salica, è quinta in linea di successione al trono del Belgio (dopo i quattro figli di suo fratello Filippo) e membro di diritto del Senato del Belgio. Dall'unione con l’arciduca sono nati cinque figli: Amedeo Maria Giuseppe Carlo Piero Filippo Paola Marco d'Aviano (1986), che porta il nome del bisnonno, eroe dell'Amba Alagi; Maria Laura Zita Beatrice Gerarda (1988); Gioacchino Carlo Maria Nicola Isabella Marco d'Aviano (1991), Luisa Maria Anna Martina Pilar (1995); Letizia Maria Nora Anna Gioacchina Zita (2003). Dal 1984 al 1993, quando Astrid non ricopriva ancora alcuna funzione ufficiale, la famiglia ha vissuto nell'anonimato a Basilea, in Svizzera, dove Lorenzo lavorava per una banca. Ora vivono nella tenuta di Stuyvenberg, proprietà della donazione della corona.

Nel giugno 1993, Astrid è rientrata in Belgio, di cui il padre è intanto divenuto re e nel 1994 gli è subentrata alla presidenza della Croce rossa belga restando in carica fino al 31 dicembre 2007. Dal 1996 senatore di diritto, decisa e appassionata è intervenuta più volte in aula per occuparsi di povertà. Nominata colonnello del servizio medico belga ha ricevuto il Gran cordone dell'ordine di Leopoldo. È presidente d'onore della European Organisation for the Research and Treatment of Cancer, della Fondation Médicale Reine Elisabeth, istituita nel 1926 dalla bisnonna per sostenere la ricerca nel campo delle neuroscienze.

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