L’opposizione: «A rischio la sopravvivenza della Sgt»

9 Ottobre 2019

SAN GIOVANNI TEATINO. La sopravvivenza dei servizi pubblici al Comune di San Giovanni Teatino è a rischio. Lo sostengono i consiglieri di minoranza Costantini, Cutrupi, Maria Elia, Martelli, Parrucci...

SAN GIOVANNI TEATINO. La sopravvivenza dei servizi pubblici al Comune di San Giovanni Teatino è a rischio. Lo sostengono i consiglieri di minoranza Costantini, Cutrupi, Maria Elia, Martelli, Parrucci e Silvestri dopo la comunicazione che l’amministratore unico della società partecipata Sgt Multiservizi Paolo Borrelli ha inviato al sindaco Luciano Marinucci, al segretario generale, al responsabile del servizio di Tesoreria e agli assessori Roberto Ferraioli (partecipate) e Ester De Nicola (bilancio). Lettera finita nelle mani dell’opposizione.
«La mancata approvazione dell'incremento patrimoniale in favore della società sportiva, dietro cui si è nascosta la maggioranza, sia solo un falso problema: il vero male che attanaglia e distrugge la città è l'assoluta incapacità amministrativa, di programmazione e pianificazione dell'amministrazione Marinucci», accusano i sei consiglieri in un comunicato congiunto.
«Negli ultimi giorni di settembre è stato scritto il destino della Sgt Multiservizi: l'amministratore unico ha dettato le condizioni per la sopravvivenza dei servizi prevendendo per quelli di mensa e di trasporto scolastico, oltre al ripianamento delle perdite sino ad oggi accumulate, e l'aumento dei trasferimenti da parte del Comune, anche l'aumento delle tariffe a carico delle famiglie del 35%, nonostante quelle di San Giovanni Teatino siano già tra le più care dell'area metropolitana visto che per un pasto si arriva a pagare oltre le 5 euro. Come se questo non fosse già abbastanza, da gennaio 2020 a San Giovanni Teatino non si potrà più morire, visto che l'amministratore ha già comunicato che la Sgt Multiservizi srl non svolgerà più i servizi cimiteriali e che metterà in mobilità i lavoratori». I consiglieri quindi si chiedono quale sarà il destino degli altri lavoratori della partecipata: «il sindaco ha già ceduto ai privati la farmacia, l'asilo nido, il verde pubblico, sta cedendo il cimitero, riuscirà a mantenere qualcosa di vivo prima di lasciare la sua poltrona?».