L’opposizione: «Basta riunioni d’urgenza»

1 Giugno 2022

Pd e M5S pronti a chiedere l’intervento del prefetto: così non possiamo controllare la maggioranza

PESCARA . Potrebbe arrivare sulla scrivania del prefetto Giancarlo Di Vincenzo l’ultima polemica tra opposizione e maggioranza. Il tema è il consiglio comunale d’urgenza sul piano Tari: a poche ore dalla scadenza del termine per aggiornare le tariffe, è stata convocata la seduta sulle bollette dei rifiuti dal 2023 al 2027. L’opposizione serra i ranghi e attacca. «Questa è la quarta convocazione d’urgenza in meno di 4 mesi. Significa che c’è una volontà politica di commissariare il consiglio», dicono i consiglieri del M5S Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo, «non escludiamo di ricorrere al prefetto». «Siamo andati in commissione Finanze e le delibere su Tari e Canone unico non erano pronte», dice Piero Giampietro del Pd, «non si può dare sempre la colpa agli uffici: manca la guida politica. Così il consiglio viene esautorato. La scadenza del 31 maggio non è un fatto imprevedibile che può giustificare un ritardo così plateale». Per Francesco Pagnanelli e Mirko Frattarelli (Pd e civiche di centrosinistra), «si ledono i diritti dei consiglieri. Il presidente del consiglio Marcello Antonelli deve risponderne. Si tratta di delibere che incidono sulle economie delle famiglie e di migliaia di imprese».
«C’è un’inefficienza colposa e un’inefficienza dolosa», commenta il consigliere Carlo Costantini (Azione-Faremo Grande Pescara), «questa è legata al fatto che non si vuole far conoscere alla città questo provvedimento che contiene aumenti. In una tempistica normale il tempo avrebbe consentito un regolare dibattito e questo avrebbe allarmato le imprese sulle quali si abbatteranno gli incrementi».