L’opposizione: Comune poco chiaro sull’allarme acqua
CAPPELLE SUL TAVO. «C’è stata poca chiarezza da parte del Comune nella gestione dell’emergenza acqua scattata con l’ordinanza di divieto dei giorni scorsi di uso dell’acqua potabile in tutto il...
CAPPELLE SUL TAVO. «C’è stata poca chiarezza da parte del Comune nella gestione dell’emergenza acqua scattata con l’ordinanza di divieto dei giorni scorsi di uso dell’acqua potabile in tutto il territorio di Cappelle». Il capogruppo d’opposizione Pierino Di Giandomenico interviene sul black out idrico che per tre giorni ha impedito di utilizzare ai fini alimentari e igienici l’acqua di rubinetto. «Molti cittadini non sanno spiegarsi l'accaduto», afferma il consigliere di minoranza, «Il divieto d'uso dell'acqua, ammesso che ce ne fosse la necessità, è stato disposto dal Comune con notevole ritardo, dato che le analisi della Asl sono arrivate il giorno prima del provvedimento e dell’annuncio dato dai cittadini. L'allarme è scattato circa 20 ore dopo. Inoltre, secondo l’Aca sarebbe stato sufficiente chiudere solo le due fontane pubbliche dove l’acqua era risultata inquinata e non era necessario dare un allarme del genere. Non si capisce se l'acqua della rete idrica era inquinata o no, e da quando. Se lo era, bisognerebbe dire che i serbatoi casalinghi vanno svuotati e disinfettati o al contrario che l'acqua non è mai stata inquinata, come del resto è risultato a conclusione dei controlli di routine. Precisazioni doverose viste le richieste di chiarimento di molti cittadini». (g.d.l.)

