L’opposizione denuncia ritardi e omissioni
I consiglieri di Pd, Sclocco sindaco e Pescara città Aperta chiedono chiarimenti sull’operato del Comune
PESCARA. L’opposizione pretende chiarezza, dopo l’emergenza maltempo di due giorni fa. Ci sono vari aspetti su cui i consiglieri comunali di Pd, lista “Sclocco sindaco” e “Pescara Città Aperta” chiedono di avere delle risposte precise dall’amministrazione, essendo convinti che «molte cose non hanno funzionato», e che potevano essere adottate delle «misure per limitare i danni, ai fini della sicurezza delle persone», tanto più che «era un evento previsto», dice il consigliere Giacomo Cuzzi.
La polemica del centrosinistra nasce dall’avviso di condizioni meteorologiche avverse del 9 luglio, arrivato al Comune, che annunciava precipitazioni, a carattere di rovescio o temporale, anche sull’Abruzzo, per le successive 18-24 ore, con la raccomandazione di informare la popolazione potenzialmente a rischio, attivarsi per la mitigazione del rischio (ad esempio controllando caditoie e sottopassi), di verificare la disponibilità del personale e provvedere al monitoraggio di aree vicine al litorale, e poi di dare ampia diffusione alla cittadinanza delle norme di auto-protezione riportate sul sito della Regione.
«L’amministrazione», dice Cuzzi, «ha dimenticato di emanare un avviso per informare i cittadini della perturbazione in arrivo, magari servendosi dei social o della stampa, e avrebbe dovuto allertare tutto il personale, da quello che si occupa della pulizia delle caditoie a chi è incaricato della manutenzione e della chiusura della strade, ma non ci risulta che lo abbia fatto: lo dimostra che, a un certo punto, sono finite le transenne». Su tutti questi aspetti e su quanto avvenuto a Palazzo di città prima e durante l’emergenza, la minoranza vuole informazioni precise. E le vuole «anche per quanto riguarda le telefonate dei cittadini al Centro operativo comunale (Coc), i cui numeri sono stati resi noti solo dopo le 16, nonostante il Coc sarebbe stato attivato alle 14, in ritardo» rispetto alla grandinata e al nubifragio (tutto è cominciato alle 12.30). Per ottenere delle risposte, si pensa a «un accesso agli atti e ad una interrogazione urgente», anche per capire «se i dirigenti hanno informato il sindaco e se qualcuno ha letto l’avviso, negli uffici».
Tutto perché «i danni provocati da questo evento potevano essere arginati, anche se sappiamo bene che non sarebbe stato possibile fermare l’ondata di maltempo e non vogliamo dare lezioni a nessuno. Ma si poteva e doveva fare meglio», conclude Cuzzi. E l’amarezza espressa ieri dipende dal fatto che il 9 luglio, quando è stato emanato l’avviso (ancora oggi si può consultare sul sito della Regione), «il centrodestra stava continuando a litigare sulle deleghe da assegnare agli assessori», commenta il consigliere Mirko Frattarelli. E dopo questa indimenticabile ondata di maltempo, «cosa è stato fatto?» - si chiede il consigliere Stefania Catalano sottolineando che «andava attivato il controllo, ad esempio, di asili nido e scuole primarie». In questo primo scorcio di consiliatura, fa notare Francesco Pagnanelli, «Pescara ha avuto dei problemi ma non aveva gli assessori» che se ne occupassero, cioè delle persone «di riferimento», aggiunge Giovanni Di Iacovo.
Polemico anche Moreno Di Pietrantonio, segretario del Pd di Pescara, che parla di una «amministrazione partita male» e di una «guerra tra i partiti, con la Lega che detta legge, in contrasto con il sindaco, e l’Udc penalizzata».

