L’opposizione in strada con gli striscioni «Vergogna, è giunta l’ora delle dimissioni»

PESCARA. «Vergogna. Dimissioni. Masci, scendi». I consiglieri di opposizione e i rappresentanti di alcune associazioni che contestano da tempo le scelte del Comune, ieri mattina hanno urlato tutto il...
PESCARA. «Vergogna. Dimissioni. Masci, scendi». I consiglieri di opposizione e i rappresentanti di alcune associazioni che contestano da tempo le scelte del Comune, ieri mattina hanno urlato tutto il loro sconcerto per l’inchiesta che ha travolto Palazzo di città, tra slogan, fischietti e striscioni. Il sindaco aveva appena tenuto una conferenza stampa in sala giunta, interrotta bruscamente per gli interventi polemici dei consiglieri Piero Giampietro, Marco Presutti ed Erika Alessandrini, e in piazza Italia si è accesa la protesta rumorosa, accompagnata dalla scritta “Non nella nostra città”.
«Il sindaco non può dire che non sapevano nulla» dell’attività del dirigente Fabrizio Trisi, al centro dell’indagine della Finanza, dice Giampietro (Pd). «La gestione del settore dei Lavori pubblici è stata oggetto di decine di nostre interrogazioni e di interventi in Consiglio. Era tutto sotto gli occhi di tutti. Le dichiarazioni di Masci sono una presa in giro colossale, la nostra richiesta resta quella delle dimissioni. Come pensa di avanti in queste condizioni? Con quale credibilità? E chi doveva vigilare sul dirigente?», si è chiesto mentre Stefania Catalano (Pd) ricordava, come esempio di malfunzionamento del settore, «la variante di viale Marconi approvata dopo i lavori». Alessandrini (M5S) ha urlato tutto il suo disappunto a Masci, in sala giunta, contestandogli di «sapere cosa stava succedendo, perché le indagini erano note da un anno». «Come è potuto accedere tutto questo?», gli ha chiesto invece Presutti sottolineando che «c’è il dovere di vigilare e il Pd aveva sollecitato di mettere in sicurezza l’amministrazione rispetto alle indagini» già nel mese di ottobre.
In piazza Italia c’era anche Fabio Pasetti, del comitato “Salviamo viale Marconi” che non sarebbe sorpreso «se l’indagine andasse avanti su viale Marconi perché ci sono interessi specifici che devono venire fuori. C’è qualcosa sotto che piano piano uscirà. Dire che quella strada è fatta bene vuol dire avere gli occhi chiusi e prendere in giro Pescara». Dai commercianti di corso Vittorio e del centro è arrivata la richiesta, attraverso Irene Listorti, di «un confronto con il sindaco, che deve rendere conto all’opinione pubblica. Sicuramente non ha responsabilità dirette ma c’è una responsabilità morale di chi non ha visto». Tante domande – oltre le 14 dei consiglieri Pd che ieri invocavano una risposta – sono arrivate dagli esercenti di piazza Muzii, rappresentati da Filippo De Bonis. Vorrebbero sapere «come è stato scelto Trisi, essendo già stati sollevati dubbi sul suo operato al comune di Pianella. Quella legge da rispettare di cui si parla per piazza Muzii, vale solo per i cittadini?». Presente anche il comitato del parco Fornace Bizzarri, con Alessandra De Nardis che spera «si blocchi tutto, in Comune, per i lavori pubblici. Altrimenti chi ci assicura che le cose siano state fatte in maniera corretta?». «Serve un’assunzione di responsabilità di tutto il palazzo» per Simona Barba di Italia Nostra. «Quanto avvenuto è incredibile. Non hanno funzionato né il sistema anti-corruttivo né i vari dirigenti e la maggioranza, e non è possibile che non ci si sia accorti di nulla, tanto più che c’era un malessere espresso dalla città attraverso esposti e ricorsi al Tar». «La madre di tutto è la filovia», ha commentato Ivano Angiolelli del Comitato strada parco bene comune perché «viale Marconi è inserito nel progetto, è il secondo lotto». Si chiede «come si possa partire a settembre visto che manca una parte di percorso, da piazza Martiri Pennesi all’area di risulta. La vicenda di Trisi? Crea sconforto. E colpisce il silenzio dell’assessore a capo della viabilità e della mobilità, Albore Mascia. È assente».

